DESCRIZIONE
La fauna della Valle d’Aosta è descritta e raffigurata su molte guide turistiche: camosci, stambecchi, marmotte, volpi, gracchi, vipere sono alcuni degli animali che – insieme al mitologico dahu – colpiscono maggiormente l’immaginario collettivo, e per coloro che vengono a fare un’escursione in montagna sono fonte di stupore e interesse. Nei parchi e riserve regionali e nazionali non è per nulla difficile imbattersi in qualche esemplare di qualcuna di quelle specie. Di altri animali si notano le tracce sul terreno umido o sulla neve, ma difficilmente li si incontra, e talvolta li si scorge per un solo attimo tra i tronchi nel bosco: caprioli, volpi e cinghiali attraversano spesso gli stessi sentieri su cui ci incamminiamo, e lasciano inequivocabili segni della loro presenza. Probabilmente si incontrerà qualche cumulo di zolle rivoltate, tipica manifestazione delle abitudini degli ungulati. Le tracce dell’escursionista non devono seguire quelle dell’animale, se non per scopi scientifici o per l’attività venatoria imbattersi in quel groviglio di vie ufficiali e istintive è sicuramente un’occasione per prendere coscienza del fatto che, a dispetto dell’apparenza, nei boschi e nelle radure l’uomo non è mai solo. I boschi di Ussel e Bellecombe sembrano avvolgere tutta la montagna e solo il castello, nel primo caso, e il villaggio, nel secondo, sfuggono all’abbraccio delle chiome fitte. Salendo all’alpe Mont Ros, tornante dopo tornante, si attraversa un ambiente solo apparentemente monotono: è forse necessario vedere oltre quello che gli occhi riescono a cogliere.
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DESCRIZIONE SALITA
L’itinerario qui proposto si svolge su uno sterrato. L’escursione prende inizio a pochi passi dalla chiesetta di Bellecombe, stupendamente affrescata; incamminandosi ci si addentra ben presto nel bosco, che raramente è spezzato da radure panoramiche. Si segue sino ai 1429 metri dell’alpeggio Mont Ros la strada, senza mai abbandonarla. Il panorama propone in primo piano il Monte Zerbion. Una volta giunti qui, si può proseguire l’escursione imboccando il sentiero ben visibile nelle vicinanze della casa, tenendo ben presente che il tratto di salita che si affronterà risulta essere più impegnativo del precedente. Il bosco si fa via via più fitto e intorno ai 1600 metri di quota il pendio si addolcisce decisamente: qui, soprattutto se c’è la neve, può concludersi la salita, avendo ormai affrontato 600 metri circa di dislivello. La veduta è ridotta alla trama di tronchi e rami, la luce fa fatica a penetrare: è da questi elementi che scaturisce il fascino di questo angolo di Valle d’Aosta.
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