REGOLE DI COMPORTAMENTO DI CARATTERE GENERALE
E' fondamentale che l'escursionista si renda conto del fatto che attraverserà ambienti
di vario tipo, dai boschi sfruttati per il legname alle radure adibite
al pascolo, dalle riserve di caccia agli alpeggi, oltre ad altrettanti
luoghi lontani dalle attività umane. E' quindi opportuno mantenere
sempre un comportamento tale da non recare danno agli ambienti visitati,
né ai rispettivi abitanti, cercando di far sì che la traccia
sia il solo segno che ci si lascia dietro.
Ecco
alcuni accorgimenti:
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Non
inquinare l'ambiente con rifiuti, di qualsiasi
tipo essi siano
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Evitare
schiamazzi e rumori inutili, per non disturbare
la fauna selvatica e per meglio godere del
silenzio che l'ambiente montano generalmente
ci offre
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Rispettare
la segnaletica posta dal corpo forestale o
da altro ente o soggetto autorizzato
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Nel
caso di pernottamento in bivacco, rifugio
custodito o locale invernale rispettare le
regole poste dal gestore
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Evitare
l'attraversamento di piste da sci e qualora
si sia costretti a farlo con le racchette
ai piedi, dare la precedenza agli sciatori
onde evitare pericolose collisioni
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Nei
pressi di case ed alpeggi, o di campi che
nella stagione estiva siano adibiti al pascolo
o alla coltivazione prestare attenzione a
ciò che il manto nevoso potrebbe celare:
recinzioni, cavi, irrigatori, giardini…
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D'altra parte, se è vero che un'abbondante nevicata rende più piacevole
il paesaggio, addolcendone i tratti ed uniformandone i colori, è altresì vero
che nasconde tutte le asperità: ruscelli, dossi, massi e pietraie,
tronchi e rami costituiscono un potenziale pericolo.
La
neve è la madre di tutti gli itinerari. La
scelta di un itinerario e la sicurezza dell'escursionista
dipendono essenzialmente dalle condizioni della neve:
per questi motivi, prima di intraprendere un'escursione, è opportuno
informarsi sulle condizioni nivologiche e meteorologiche.
Il
bollettino della neve e delle valanghe rende noto
un indice
di pericolosità riferito
alla scala europea, e fornisce varie
indicazioni sulle condizioni della neve, sugli eventi
meteorologici che ne hanno determinato le condizioni
attuali e su quelli che potranno modificarne le
caratteristiche a breve termine.
Non è però sufficiente
consultare i soli bollettini valanghe, ma occorre
anche acquisire i dati occorrenti a delineare la
situazione climatica generale della zona scelta.
In particolar modo, sarà utile consultare le previsioni
degli uffici meteorologici riguardanti l'intensità e
la direzione del vento in quota, la temperatura (isoterme 0 C°),
l'intensità del soleggiamento e la sua durata. Questi tre elementi
sono quelli che maggiormente influiscono sulle condizioni fisiche dell'escursionista
e sulla neve.
La neve, appunto, subisce continue trasformazioni, soprattutto sotto
l'azione dei fattori qui considerati, sia durante la precipitazione sia
quando è depositata sul terreno. A titolo di esempio, un vento
come il föhn può sciogliere una spessa coltre di neve in
breve tempo; un vento freddo dopo rilevanti precipitazioni piovose può creare
una crosta di ghiaccio sullo strato di neve al suolo. E ancora, le gonfie
non sono altro che il frutto del lavoro del vento. Brusche variazioni
di temperatura possono rendere instabile il manto sui pendii più ripidi.
Il sole primaverile trasforma i cristalli, dando una diversa consistenza
alla neve.
Insomma, si deve tenere conto dei fattori più significativi e
saperli convenientemente collegare ed interpretare, non solo per questioni
di sicurezza, ma anche per poter cogliere il massimo divertimento durante
ogni escursione.
E'
ancora opportuno sottolineare che, ovviamente, non
tutte le nevi sono adatte alle ciaspole; le migliori
sono quelle che reggono adeguatamente al peso del
nostro corpo, ad esempio una poudreuse fredda su
uno strato già consolidato (consente una
camminata poco faticosa, brevi scivolate controllate
e non si calpestano sassi e tronchi). Oppure una
neve vecchia un poco molle in superficie, ma comunque
non marcia. Le nevi peggiori per cimentarsi in una
escursione sono quelle gelate o crostose, oppure
le nevi inconsistenti di tarda primavera.
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