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  MUOVERSI IN AMBIENTE INNEVATO CON LE RACCHETTE DA NEVE RICHIEDE LA MASSIMA
ATTENZIONE DA PARTE DELL'ESCURSIONISTA, OLTRE AD UNA ADEGUATA PREPARAZIONE SICOFISICA.

Attrezzatura fondamentale per la sicurezza dell'escursionista.

Uno dei pericoli cui l'escursionista deve necessariamente far fronte è la caduta delle valanghe. Il miglior modo per preparare un'escursione è quello di acquisire diversi tipi di informazioni, relativamente alle caratteristiche morfologiche della zona in cui ci si muoverà e alle condizioni della nivometeorologiche di cui si è già detto, in modo da poter valutare la probabilità che si possano attraversare versanti soggetti alla caduta di valanghe.

E' altrettanto importante equipaggiarsi nel modo corretto: ARVA, pala e sonda sono attrezzatura di cui non si può fare a meno. L'ARVA è essenziale per individuare nel più breve tempo possibile chi sia stato sepolto dalla valanga; sonda e pala risultano determinanti nella fase di estrazione dalle nevi dell'escursionista rimasto sepolto.
Nelle schede dei singoli itinerari proposti sono indicate le altre attrezzature consigliate per affrontare l'escursione, altrettanto utili alla sicurezza degli escursionisti.


REGOLE DI COMPORTAMENTO DI CARATTERE GENERALE

E' fondamentale che l'escursionista si renda conto del fatto che attraverserà ambienti di vario tipo, dai boschi sfruttati per il legname alle radure adibite al pascolo, dalle riserve di caccia agli alpeggi, oltre ad altrettanti luoghi lontani dalle attività umane. E' quindi opportuno mantenere sempre un comportamento tale da non recare danno agli ambienti visitati, né ai rispettivi abitanti, cercando di far sì che la traccia sia il solo segno che ci si lascia dietro.


Ecco alcuni accorgimenti:

Non inquinare l'ambiente con rifiuti, di qualsiasi tipo essi siano

Evitare schiamazzi e rumori inutili, per non disturbare la fauna selvatica e per meglio godere del silenzio che l'ambiente montano generalmente ci offre

Rispettare la segnaletica posta dal corpo forestale o da altro ente o soggetto autorizzato

Nel caso di pernottamento in bivacco, rifugio custodito o locale invernale rispettare le regole poste dal gestore

Evitare l'attraversamento di piste da sci e qualora si sia costretti a farlo con le racchette ai piedi, dare la precedenza agli sciatori onde evitare pericolose collisioni

Nei pressi di case ed alpeggi, o di campi che nella stagione estiva siano adibiti al pascolo o alla coltivazione prestare attenzione a ciò che il manto nevoso potrebbe celare: recinzioni, cavi, irrigatori, giardini…


D'altra parte, se è vero che un'abbondante nevicata rende più piacevole il paesaggio, addolcendone i tratti ed uniformandone i colori, è altresì vero che nasconde tutte le asperità: ruscelli, dossi, massi e pietraie, tronchi e rami costituiscono un potenziale pericolo.

La neve è la madre di tutti gli itinerari. La scelta di un itinerario e la sicurezza dell'escursionista dipendono essenzialmente dalle condizioni della neve: per questi motivi, prima di intraprendere un'escursione, è opportuno informarsi sulle condizioni nivologiche e meteorologiche.

Il bollettino della neve e delle valanghe rende noto un indice di pericolosità riferito alla scala europea, e fornisce varie indicazioni sulle condizioni della neve, sugli eventi meteorologici che ne hanno determinato le condizioni attuali e su quelli che potranno modificarne le caratteristiche a breve termine.

Non è però sufficiente consultare i soli bollettini valanghe, ma occorre anche acquisire i dati occorrenti a delineare la situazione climatica generale della zona scelta.
In particolar modo, sarà utile consultare le previsioni degli uffici meteorologici riguardanti l'intensità e la direzione del vento in quota, la temperatura (isoterme 0 C°), l'intensità del soleggiamento e la sua durata. Questi tre elementi sono quelli che maggiormente influiscono sulle condizioni fisiche dell'escursionista e sulla neve.
La neve, appunto, subisce continue trasformazioni, soprattutto sotto l'azione dei fattori qui considerati, sia durante la precipitazione sia quando è depositata sul terreno. A titolo di esempio, un vento come il föhn può sciogliere una spessa coltre di neve in breve tempo; un vento freddo dopo rilevanti precipitazioni piovose può creare una crosta di ghiaccio sullo strato di neve al suolo. E ancora, le gonfie non sono altro che il frutto del lavoro del vento. Brusche variazioni di temperatura possono rendere instabile il manto sui pendii più ripidi. Il sole primaverile trasforma i cristalli, dando una diversa consistenza alla neve.
Insomma, si deve tenere conto dei fattori più significativi e saperli convenientemente collegare ed interpretare, non solo per questioni di sicurezza, ma anche per poter cogliere il massimo divertimento durante ogni escursione.

E' ancora opportuno sottolineare che, ovviamente, non tutte le nevi sono adatte alle ciaspole; le migliori sono quelle che reggono adeguatamente al peso del nostro corpo, ad esempio una poudreuse fredda su uno strato già consolidato (consente una camminata poco faticosa, brevi scivolate controllate e non si calpestano sassi e tronchi). Oppure una neve vecchia un poco molle in superficie, ma comunque non marcia. Le nevi peggiori per cimentarsi in una escursione sono quelle gelate o crostose, oppure le nevi inconsistenti di tarda primavera.





 


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