3-1 Introduzione
Capita spesso camminando sui pendii arborei
di incrociare un sentiero che si sviluppa timidamente
nella folta vegetazione e poi si perde oltre
lo sguardo, senza essere supportato dai numeri
e i colori dei segna via, oppure di voler percorrere
durante il periodo invernale qualche sentiero,
ed esserne impossibilitati a causa della neve
che copre la strada ed i punti di riferimento.
Quante volte ci siamo ritrovati in questa situazione.
Il CAI, Club Alpino Italiano, in appoggio
ad ormai numerose Regioni Italiane, come
l’Emilia,
il Lazio, sta cercando di creare un catasto
sentieri che, oltre ad indicare la loro origine
e la loro destinazione, potesse raccontare
la loro storia, dire dei personaggi che lo
hanno percorso, illustrare la flora che vi
si affaccia e la fauna che ci vive, spiegare
i minerali che lo compongono, fornire un’indicazione
dei tempi richiesti per guidarci alla prossima
meta, come si chiamano le cime, le valli,
i rifugi, le malghe gli emozionanti paesaggi
che il sentiero ci porta a vedere.
È questo il lento ma continuo lavoro che molte
regioni stanno compiendo, cercando di creare
una sorte di rete web da porre in Internet,
dove le persone interessate possono entrarvi
e ricevere tutte le informazioni di cui hanno
bisogno circa un determinato sentiero di
montagna.
Il progetto come detto, è fortemente
voluto dal Club Alpini Italiano, e in alcune
regioni, come l’Emilia Romagna è già in
funzione, in altre, come in Lazio,è in
corso di realizzazione.

Fig.3-1
La foto di un facile sentiero in Val Brembana.
Spesso, grazie
a
questo valido
aiuto a tutti gli amanti della montagna
si possono
scoprire luoghi fantastici,
basta
infatti digitare il luogo dove
si intende
passeggiare, le ore di cammino, il grado
di difficoltà,
il punto di partenza
ed arrivo, per veder comparire
la descrizione
di un possibile percorso.
3-2 Il sistema informatico SIWGREI
La regione Lazio tramite il sistema informatico
SIWGREI (Sistema Informatico WebGIS della
Rete Escursionistica Italiana), la cui
applicazione è stata
realizzata in collaborazione con Planetek Italia
srl. intende offrire agli escursionisti la
possibilità di fruire del territorio
in modo ragionato, sicuro e sostenibile.
L’applicazione consente di determinare
lunghezze, pendenze, tempi di percorrenza di
qualsiasi tratto o percorso, che toccano determinate
località o punti di interesse ambientale.
Inoltre permette il download di un dato selezionato,
riguardante un sentiero ad esempio, che può essere
caricato su supporti mobili informatici come
computer palmari o portatili.
L’applicazione SIWGREI risponde anche
alle esigenze di tipo gestionale, consentendo
l’analisi e la valutazione dei sentieri
esistenti da parte dei gestori di questi, i
quali hanno la possibilità di ricevere
informazioni sul loro stato, sulle strutture
vicine, sulle attrezzature e sull’ambiente
in cui si inseriscono, al fine di pianificare
gli interventi strutturali e l’utilizzo
delle risorse economiche.
Il sistema permette, inoltre, lo scambio
e la condivisione dei dati con altri gestori
di reti sentieristiche, unificando le attività che
riguardano il mantenimento delle informazioni,
rendendo univoco l’inserimento del
dato, la sua variazione, la sua implementazione,
esclusivamente attraverso il WEB e solo su
un unico sito/archivio.
In questo modo si è voluto ottimizzare
la difficile gestione strutturale ed economica.
Infatti, l’uso della tecnologia WebGIS consente l’aggiornamento
e la gestione on-line sulla rete internet/internet delle banche dati cartografiche
della rete sentieristica in formato raser e vettoriale, e permettendo di distribuire
l’applicazione di aggiornamento del sistema senza costi aggiuntivi.
Con SIWGREI l’utente può navigare ed interrogare on-line, sulla
rete internet/internet, le banche dati cartografiche della rete sentieristica
in formato sia aster sia vettoriale, mediante una intuitiva interfaccia web
(vedi figura 3-2).
Lo strumento consente una ricerca avanzata di informazioni e servizi di
varia utilità, l’attenzione verso gli utenti finali trova riscontro
nell’aver voluto garantire tempi di risposta del sistema WebGIS adeguati
anche ad utenti che non dispongono di connessioni veloci tipo ADSL.

Fig.
3-2 La piantina mostra l’interfaccia
del sistema Informativo
WebGIS della Rete
Escursionistica Italiana, per la zona del
nord
Italia. Questo
progetto, fortemente voluto dal CAI è in
grado
di “dialogare” con l’utente,
di modo da fornirgli tutte le risposte
di
cui ha bisogno circa la lunghezza, difficoltà,
pendenza,
del sentiero, ma anche le caratteristiche
ambientali in cui
questo si trova, in modo
rapido di modo da venire
incontro anche a
chi non dispone di una linea ADSL.
Uno degli obiettivo che si vuole raggiungere, è quello
di consentire l’accesso mediante un’interfaccia
semplice ed immediata, ad informazioni di altre
organizzazioni Europee che attuano la loro
attività escursionistica sia nell’arco
Alpino sia in altri compressori montani.
Dal punto di vista istituzionale si sta cercando
di realizzare un’applicazione in grado
di favorire lo scambio è l’integrazione
dei dati con altri gestori di reti sentieristiche,
garantendo al CAI il ruolo di riferimento sulla
materia e rafforzando la sua posizione istituzionale
di gestore e manutentore della rete sentieristica.
3-3 La Struttura del sistema SIWGREI

Fig.3-3
Mostra l’architettura del sistema
SIWGREI della regione
Lazio. Con questo sistema
si ha la certezza dell’accesso ai
moduli
client (i quali contengono la logica per la
gestione dell’applicazione)
che possono
essere, principalmente, di tre tipi: Client
WEB
(html), Client mobile (computer palmari),
Client GIS (desktop).
tutte le informazioni
sentieristiche dl sistema
SIWGREI sono memorizzate
in formato shapefile.
Il sistema SIWGREI creato dalla regione Lazio
ha una architettura schematizzata nella Fig.
3-3 che garantisce l’accesso dei moduli
client ai servizi cartografici, esposti da
un sistema basato su ArcIMS, che consente
le pubblicazioni delle cartografie disponibili
sul server (dati Raster e dati Vettoriali).
I moduli Client contengono la logica per
la gestione dell’applicazione, ossia
i moduli per la pubblicazione della cartografia,
per
la sua consultazione, per la gestione degli
utenti.
Possono essere essenzialmente di tre tipi:
1.Client WEB (html)
2.Client mobile (computer palmari)
3.Client GIS (desktop)
Un Client GIS o mobile può connettersi all’applicazione sia attraverso
il server web IIS (sfruttando i servizi cartografici pubblicati da ArclMS),
sia attraverso la rete Internet accedendo direttamente alla banca dati cartografica.
Nel primo caso l’interazione è limitata alla sola lettura, nel
secondo caso è invece possibile effettuare interazioni complete di lettura/scrittura
dei dati.
L’applicazione WebGIS consente infatti l’accesso in editino ai
dati, alle persone autorizzate.
Per dare competenza al sistema SIWGREI in modo da garantire attività GIS
non consone all’ambiente web, es. funzioni georeferenziali ecc., unitamente
al sistema WebGIS è previsto l’uso di postazioni di lavoro attrezzate
con ArcGIS 8.3.
Per aggiornare i dati di SIWGREI, è richiesta una procedura che l’operatore
deve seguire, l’applicazione ArcGIS 8.3 è in grado di far rispettare
queste procedure, come ad esempio l’inserimento diretto delle tratte
mediante strumenti di disegno e l’inserimento delle tratte da GPS e meccanismi
di gestione automatica e semiautomatica dei dati.
ArcGIS consente inoltre, un agevole collegamento al database in vari formati
(MS Access, DB3, DB4, eccetera) ed utilizzare i dati disponibili per aggiornare
quelli geografici attraverso relazioni alfanumeriche.
Tutte le informazioni sentieristiche del sistema “SIWGREI” sono
memorizzate in formato shapefile.
Tutti i dati, trasformati nel sistema di riferimento geografico WGS84, sono
stati organizzati per garantire l’omogeneità tra dati appartenete
anche a nazioni diverse.
L’integrazione di dati disponibili in diversi sistemi di coordinate all’interno
di applicazioni GIS è spesso complessa se non si dispone di strumenti
adeguati che permettono di effettuare la conversione del dato nel sistema di
riferimento prescelto. Per effettuare tali trasformazioni vengono utilizzate
sia procedure personalizzate ad hoc per i sistemi di riferimento non Italiani,
che procedure standardizzate per i sistemi di proiezione nazionali, ed esempio
il software Cconvert, sviluppato da Planetek Italia, che permette con facilità di
effettuare conversioni tra sistemi di coordinate come Universal Transverse
Mercatore (UTM) e Gauss – Boaga. Permette inoltre di convertire le coordinate
di interi file formato shape, anche con dati aventi ellissoidi di riferimento
differenti, in particolare ED50, WGS84 e Roma40.
3-4 I livelli di utenza
Il sistema WebGIS prevede tre are di accesso:
1.Area di amministrazione
2.Area riservata agli utenti registrati
3.Area riservata agli utenti non registrati
La sicurezza sull’accesso degli utenti
registrati è garantita mediante password.
Tutti gli accessi al sistema sono registrati
in un apposita tabella, che contiene le informazioni
relativa all’utente connesso, dalla data
in cui si è connesso, alla data ed ora
in cui si è disconnesso.
L’area di amministrazione, accessibile
esclusivamente all’amministrazione del
database centrale, prevede una consultazione
ad accesso riservato mediante l’utilizzo
di username e password.
Il compito dell’amministrazione del sistema è quello
di gestire gli utenti, associandone l’area
di competenza a cui appartengono, ed il livello
di funzionalità.
Ad esempio per ogni gruppo di utenti è possibile
associare un nome mnemonico (es. Gruppo Uffici
Tecnico Cartografico), l’area di competenza
(es. Comune di Padova) ed il livello di funzionali.
L’amministrazione, inoltre, ha a disposizione
una sezione in cui può configurare
e scegliere i dati cartografici da pubblicar
nel sito WebGIS.
In particolare può configurare per ogni
tema cartografico una serie di opzioni, come
ad esempio la scelta della scala di visualizzazione
dei vari temi, l’abilitazione per la
disabilitazione della stampa di un tema,
eccetera.
La consultazione Web, prevede invece l’esistenza
di tre tipologie di utenti, ed a seconda del
tipo di utenza si presenta un’interfaccia
WEB diversificata su base territoriale e
funzionale.
Le funzionalità del primo livello, che
possono considerarsi delle funzionalità base,
sono disponibili a tutte e tre le tipologie
di utenza.
Le funzionalità del secondo e terzo
livello, sono invece accessibili mediante l’inserimento
di username e password.
Agli utenti accreditati, dopo il loghin vengono
resi visibili nuovi strumenti che si vanno
ad aggiungere a quelli di primo livello (vedi
fig. 3-4)

Fig.3-4 Mostra la diversificazione
dei livelli di utenza. Tramite password
gli utenti registrati
possono accedere al sistema; tutte le
accessioni
sono registrate, ovvero si prende nota della
data
ed ora di connessione e sconnessione,
informazioni circa
l’utente che si è connesso.
L’amministrazione ha compito
di gestire
gli utenti, associandone l’area di
competenza
a cui appartengono, ed il livello
di funzionalità.
3-5 Un esempio di Catasto Sentieri
Un tangibile e pratico esempio del Catasto
di Sentieri, ci viene fornito da quello di
Verbano Cusio Ossola; nato per iniziativa
del Club Alpino Italiano EST Monte Rosa,
vede impiegate
le 17 sezioni locali CAI per le attività di
segnalazione dei percorsi e del vero e proprio
rilevamento di questi.
Il lavoro ha prodotto degli impianti segnaletici
realizzati in Valle Introna e Valle Bognanco,
corredati della cartografia più aggiornata
disponibile.
Le Valli Introna e Bognanco sono stati dei
veri e propri laboratori di sviluppo per
il Catasto dei sentieri del Verbano Cusio
Ossola,
in cui vi hanno lavorato circa 50 persone,
sperimentando il sistema di reperimento e
riordino delle informazioni, fino a giungere
al modello
che è stato definito.
Fig.
3-5 Una suggestiva immagine delle indicazioni
di un sentiero
durante
il periodo invernale.
Capita, specialmente quando la
neve ricopre
tutto, che
i segnavia scompaiano, ma con il
monitoraggio dei sentieri non si avrà più problema
di dover
rinunciare a stupende passeggiate anche nei mesi più freddi,
basterà avere a disposizione un computer e per fare
una semplice
e rapida ricerca della zona.
Il territorio è stato suddiviso in
zone catastali, identificate ciascuna con
una lettera
maiuscola (le Valli Introna e Bognanco sono,
rispettivamente, le zone C e D).
Ogni zona è stata identificata su base
morfologica e storica, così che ognuna
di esse risulta attraversata da una importante
Via Storica che ne costituisce la spina dorsale
viaria (vedi Fig. 3-6).
Fig.
3-6 La seguente mappa riporta la suddivisione
delle Zone
Catastali
della Valli Introna
e Bognanco, ogni zona è stata
identificata,
in base alla morfologia e alla sua storicità,
tramite una lettera maiuscola. La Via Antrnesca,
ad esempio,
conserva un lungo tratto lastricato
di epoca Romana ed è
caratterizzata
con la lettera C. Ogni zona ha i zona i
sentieri
numerati a partire dallo 0, che
identifica
la Via Storica.
La Via del Gries, che fu fondamentale per
i commerci tra la Pianura Padana e il Centro
Europa è il fulcro della Zona G (Valli
Antigorio e Formazza);
la Via Antronesca, collegamento con la Valle
di Saas e del Rodano, conserva al valico
un lungo tratto lastricato di epoca Romana
e caratterizza la zona
C – Valle Introna.
In ogni Zona i sentieri sono stati numerati, a partire dallo 0, che identifica
la Via Storica, usando un metodo già usato per le strade urbane, numeri
pari per un versante e dispari per quello opposto. Sono identificate come “sentieri” tutte
le vie calpestabili e i punti di partenza e di arrivo vengono scelti tra i
centri abitati, gli alpeggi ed i passi.
Di ogni sentiero vengono individuate le località che presentano particolarità di
interesse storico, architettonico, naturalistico o paesaggistico.
Per ogni sentiero, inoltre, viene realizzata una scheda a cura di un operatore,
che ne diviene il Referente.
Nella scheda vengono riportate le coordinate cartografiche, i tempi di percorrenza,
la tipologia e lo stato del fondo, la presenza d’acqua, le tipologia
ambientali delle zone attraversate, nonché alcune brevi note a proposito
di particolari evidenze storiche, paesaggistiche, eccetera.
Nella Catasto Sentieri della Provincia del Verbano Cusio Ossola, il Referente
del Sentiero si assume il compito di monitorare lo stato di manutenzione del
fondo e della segnaletica e tramite il Referente della Zona, segnalare all’Amministrazione
territorialmente competente gli eventuali interventi da adottare.
La cartografia si basa sulla C.T.R. del Piemonte (ortofotocarte 1:10000), “tagliata
e talvolta riscalata (1:13000 – 1:180000) in modo da comprendere su un’unica
cartina le unità sentieristiche.
Strumenti di lavoro sono i CD-ROM Zonali, tramite i quali è possibile,
a cura delle Amministrazioni competenti (la Provincia di Verbano Cusio Ossola,
in testa), inserire e riordinare i dati.
3-6 Scopi del programma
Scopo del programma di consultazione, è quello
di fornire, in modo rapido e semplice, informazioni,
riguardanti il sentiero, che sarà possibile
stampare in una cartina dettagliata che ne
riporti il percorso ed una scheda contenente
tutte le informazioni censite da portare con
sé per l’escursione.
Ad ogni zona sentieristica sarà dedicato
un CD, che conterrà il software di gestione,
da installare su HD (12Mb), e quello di consultazione,
residente su CD.
Nel caso di frequente consultazione di una
particolare zona sarà possibile installare
su HD anche il software di consultazione.
I dati presenti su ciascun CD sono aggiornabili,
o con gli appositi programmi di gestione forniti,
oppure via internet, utilizzando le funzioni
già da ora integrate, nel programma
di consultazione. Sarà così possibile,
oltre alla ordinaria revisione dei dati, avere
ad esempio, le ultime informazioni sullo stato
di manutenzione e di agibilità dei sentieri
e aggiornare periodicamente i dati sui periodi
di apertura dei rifugi e agibilità dei
bivacchi.
I CD nella loro versione “di lavoro” sono
corredati del software che permette di costruire
il database dei sentieri e dei rifugi.
I dati vengono salvati in un formato “solo
testo”, sviluppato appositamente per
il Catasto dei Sentieri, ma una piccola utility,
permette di convertirli in formato “Comma
Separated Value” visibili da tutte le
applicazioni database in ambiente sia Mac che
PC.
Si riporta di seguito la schermata che si presenta
all’utente nel momento in cui va ad interrogare
il programma:

Fig.3-7 La figura mostra come si presenta
all’escursionista,
la pagina
per richiedere informazioni circa il sentiero che si vuole percorrere.
In particolare
richiede quale sia il luogo di partenza
e
d'arrivo,
la zona che si vuole
visitare, la distanza in termini di
chilometraggio,la difficoltà dell’escursione
ed una cosa molto
importante come la presenza dell’acqua. Completando
questa
serie di quesiti e dando l’avvio alla ricerca, il computer
fornisce
il sentiero che meglio soddisfa le caratteristiche richieste.
3-7 L’utilizzo del GPS per la pianificazione
forestale
La convenzione di ricerca, stipulata,
tra la Sezione di assestamento Forestale,
ISAFA, e la Direzione Forestale della Regione Veneto, nel 2001, è stata
attuata per sperimentare l’utilizzo di nuove sofisticate tecnologie,
come il radio posizionamento satellitare con GPS, e l’analisi dei
dati con GPS, il tutto per la realizzazione di piani di assestamento forestale.
Grazie alla convenzione sopra citata, l’utilizzo del GPS da parte della
regione Veneto è cresciuto, ed un esempio di applicazione, è quello
attuato nella proprietà boschiva di circa 500ha della Curia Arcivescovile
di Bresanone, ricadente nei confini amministrativi della Regione Veneto,
in comune di Livinallongo.
È
stato impiegato un GPS, sia, stand alone (cioè un GPS da solo), sia
con correzione differenziale in post-processing(cioè più GPS
messi assieme), per il rilievo sul territorio delle informazioni geografiche
significative, di modo da realizzare un piano, in cui non fossero già presenti
strati informativi (DTM, piani tematici vettoriali ecc….).
Durante il lavoro, è stata la configurazione della proprietà a
evidenziare le problematiche più interessanti, che spesso possono
essere generalizzate a molti altri scenari
Appare infatti frequente riscontrare:
- l’assenza di uno strato informativo digitale dei confini catastali
e la conseguente necessità di definirne uno a partire dalla cartografia
catastale cartacea;
- la necessità di integrare temi cartografici digitali nativi (ortofotoimmagini,
confini di proprietà Comunale, altri tematismi disponibili sul territorio
in esame) in sistemi di riferimento diversi (quello del catasto locale, il
sistema di riferimento WGS 84 per GPS, UTM ED50 e/o Gauss Boaga per alcuni
temi vettoriali già esistenti nel sistema informativo territoriale
regionale), con conseguente esigenza di controllo degli errori introdotti
durante le diverse
conversioni;
- la materializzazione (con cippi confinari) dei confini della proprietà,
appare spesso solo parziale, eseguita in passato dalla Proprietà con
tecniche topografiche imprecise o addirittura a vista; chiaramente con
ignota corrispondenza tra materializzazione effettuata e reale collocazione
catastale
dei confini stessi.
Il rilievo dei confini di
proprietà,
che riguarda sia tratti materializzati sul
terreno che tratti privi di alcun tipo di materializzazione è stato
effettuato con strategie diverse.
I punti già materializzati con cippi
sono stati rilevati stazionando con il ricevitore
un tempo sufficiente a rilevare da 20 a 50
posizioni (a seconda del grado di copertura
arborea) che sono state successivamente corrette
differenziandole in post processing (utilizzando
i dati di errore istantaneo della reference
station Isafa di Trento) e infine aritmeticamente.
In tale contesto sono emerse differenze talora
eclatanti tra la posizione del confine catastale
di derivazione cartografica e la sua effettiva
materializzazione sul terreno.

Fig.3.8 Mostra il confine del terreno
boschivo di proprietà
della Curia Arcivescovile
di Bresanone ricadente nei confini
amministrativi
della Regione Veneto in comune di Livinallongo.
Nel dettaglio un tratto del confine di proprietà cartografico
(in grigio chiaro) con i rilievi GPS di alcuni
cippi esistenti (in nero)
ritenuti confinari.
In alcuni casi i cippi distavano anche
decine
di metri dal confine catastale vero.
Per i tratti confinari non materializzati
(per i quali l’obbiettivo era il reperimento
sul terreno del confine catastale), si è proceduto
da prima infittendo i nodi del confine catastale
opportunamente digitalizzati, fino a raggiungere
una densità di nodo ogni 50-60 metri
topografici.
Successivamente le coordinate di tali nodi,
sono state trasferite (in modalità semi-automatica)
nella memoria del ricevitore GPS e assegnate
al ricevitore come waypoint (punti-bersaglio)
verso il quale navigare sul terreno in modalità GPS
standard (cioè senza correzioni differenziali
in tempo reale ottenuta mediante ricevitore
fisso di riferimento e link radio).
Quindi, giunti alla presunta collocazione del
nodo, rilevata dal ricevitore in tale modalità operativa
(0.3-5metri di errore), si è attuata
una materializzazione provvisoria di tale punto
d’appoggio.
Infine si è proceduto al rilevamento
con GPS stazionario del punto d’appoggio
(da 20 a 50 singoli posizionamenti), che sono
stati successivamente corretti differenzialmente
in post-processing (utilizzando i dati di errore
istantaneo della reference station Isafa di
Trento) ed infine aritmeticamente

Fig. 3.9 Mostra il dettaglio di un tratto
del confine catastale
di proprietà di derivazione
cartografica (in grigio chiaro) con riportati
i punti realmente raggiunti in navigazione
GPS stand alone per il
reperimento di tale
confine (triangoli neri). Le posizioni reali
di
quest’ultimi, determinate con correzione
differenziale a posteriori,
rilevando scostamenti
molto contenuti
(da sub-metrici
a 3-5 metri9
rispetto al confine vero
Per entrambi i tipi di punto (materializzato
o non materializzato) si è quindi
pervenuti alla determinazione delle coordinate
reali (media aritmetica di 20-50 posizionamenti
stazionari corretti differenzialmente in
post processing)
.Come si può intuire, nel caso dei punti
non materializzati da cippi tali, coordinate
sono già molto vicine a quelle vere
del confine catastale in quel punto.
Con apposito algoritmo trigonometrico sono
staiti infine determinati distanza e azimut
del confine catastale vero, nel suo tratto
più vicino al punto d’appoggio
stesso, da quest'ultimo.

Fig.3.10
Rappresentazione dello scostamento
(distanza “d” e azimut “?”)
tra le coordinate del nodo C
d’appoggio
(raggiunto dopo navigazione GPS sul terreno
e
ottenute mediante correzione differenziale
di 20-50 fixing
stazionari su C provvisorio)
e il confine reale catastale;
“ d” è l’ortogonale
alla congiungente i nodi B e C.
Alla fine di questo processo di rilievo ed
elaborazione, si redige una monografia relativa
a ciascun punto d’appoggio riportante
oltre alla codifica e alle informazioni per
il ritrovamento di ogni nodo, i dati di scostamento
(distanza e azimut) tra questo e il confine
locale “vero”.
Sarà quindi possibile ritornare sui
punti d’appoggio (o su parte di essi),
e impostare lo scostamento specifico anche
con bussola e cordella metrica. In condizioni
operative normali tale scostamento sarà sempre
di pochi metri, aspetto che rende tra l’altro
ininfluente la divergenza tra azimut geografico
e magnetico (che è comunque attualmente
quasi nulla nelle Alpi centro-orientali) e
si potrà quindi procedere alla materializzazione
definitiva del cippo confinario.
Esiste anche una alternativa più economica
di procedere, quella per navigazione “stand
alone”, accettando un errore di posizionamento
fino a 5metri dal confine vero che è quello
raggiungibile con ricevitori professionali
sul singolo fixing.
In tal caso, i punti d’appoggio potrebbero
essere definitivamente materializzati come
punti confinari operativi all’atto stesso
del reperimento, benché appaia difficile
che le operazioni pratiche di evidenziazione
dei cippi, possano essere rese compatibili
con quelle della navigazione.
Importante è infine segnalare, la scarsa
problematicità, posta ai ricevitori,
dalle condizioni di copertura arborea dello
scenario considerato (simile a quello presente
in molte altre zone Dolomitiche), il quale
non ha determinato situazioni di intercettazione
del segnale degne di nota.
3-8 L’utilizzo in montagna del GPS
Fino a qualche anno fa, l’utilizzo del
GPS in montagna era una cosa assurda, in quanto
la precisione che si poteva raggiungere con
questo strumento, era tra gli 80 e i 100 metri,che
per un alpinista è troppo scarsa.
Nel maggio del 2000 l’errore creato appositamente
sui segnali provenienti dai satelliti è stato
tolto (vedi il secondo capitolo per maggiori
spiegazioni) e la precisione è salita
a 10 metri, nasce quindi l’uso del GPS
in montagna, inizialmente riservato agli esploratori,
alle spedizioni alpinistiche, ed all’iniziativa
di poche guide, oggi il suo bacino d’utenza
si è allargato anche per situazioni
meno estreme.
La romantica triangolazione sulle stelle dei
marinai viene ripetuta sulle microonde dei
satelliti GPS e in pochi secondi il ricevitore
ci fornisce le nostre coordinate orizzontali
elaborate con segnale di almeno 4 satelliti
che determina anche la quota, ma con precisione
leggermente inferiore.
Quando poi ci spostiamo, la memoria dell’apparecchio
registra una successione di punti di locazione
riconosciuti che permette, in tempo reale,
un calcolo della direzione di movimento e relativa
velocità.
Sulla base di questi parametri, il sistema
GPS è inoltre in grado di valutare la
distanza dall’obiettivo e il tempo necessario
per raggiungerlo.
Non solo, ma se qualcosa va storto, il ricevitore
ci può facilmente guidare all’indietro
sullo stesso percorso fino al punto d’inizio
escursione; e, nel peggiore dei casi, il punto
in cui siamo costretti a chiedere soccorso,
permettendo di essere localizzati e raggiunti
in modo preciso e tempestivo da una squadra
o da un elicottero.
L’ultima generazione di GPS palmari prevede
l’integrazione di più informazioni
di “navigazione” (come avviene
nei sistemi di guida degli aerei) unisce, infatti
indicazioni di tipo satellitare con quelle
storicamente note, ma sempre valide, quali
l’altitudine calcolata sulla base aneroide
(della pressione atmosferica), e la direzione
(stabilita sulla base del campo magnetico terrestre).
Inoltre è possibile pianificare un percorso
su computer, e trasferirlo nella memoria del
GPS, per poi seguirlo con precisione, anche
affrontando un terreno sconosciuto, grazie
alle informazioni fornite dall’interfaccia
grafica del GPS, che visualizzerà una
simulazione di mappa oppure, più semplicemente,
una bussola virtuale con la direzione da seguire.
Inoltre, una volta rientrati dall’attività outdoor
possiamo scaricare sul computer i dati memorizzati
dal GPS, e da questi ricavare, tutte le informazioni
di navigazione registrate, comprese le posizioni
dei punti toccati, le soste, gli spostamenti,
le velocità orizzontali e verticali
e le quote
Il tutto abbinato alle informazioni di tempo,
riferito agli orologi dei satelliti, precisi
al millesimo di secondo (dal GPS sincronizzato
ai satelliti si ha tra l’altro sempre
l’ora esatta).
Da precisare che in caso di oscurità o
condizioni di nebbia i tradizionali punti di
riferimento possono venire a mancare, ed allora
che entra in funzione il GPS in quanto consente
all’utente di individuare la propria
posizione per poter orientarsi o comunicare
le esatte coordinate ad altri.
In buona sostanza il GPS consente all’alpinista
di individuare e raggiungere facilmente un
luogo stabilito, o di ripercorrere un tracciato
fatto.
L’apparecchio GPS, ha l’ingombro
ed il peso di un telefono cellulare di medie
dimensioni, non supera infatti i 150grammi,
ed esiste addirittura un modello incorporato
all’orologio, può quindi essere
trasportato con facilità.
Il ricevitore GPS non viene affatto influenzato
dalla nebbia, dalla notte, dal temuto “White
Out”, in cui il territorio innevato si
mescola all’ambiente reso biancastro
dal nevischio o da una nuvola bassa.
La scelta di un GPS per l’uso in montagna
deve solamente rispondere ad alcune caratteristiche,
quali il peso e le dimensioni ridotte.
Inoltre è da precisare che, come abbiamo
già parlato, deve funzionare a temperature
da –10°C a più 40°C, resistere
agli urti ed alle intemperie, essere interfacciabile
e programmabile da un computer, avere una sufficiente
autonomia, sopportare i diversi reticoli di
coordinate ( per la Svizzera la Swiss Grid),
di facile manipolazione tanto da essere manovrabile
anche con i guanti.
Il costo di un GPS che presenti le caratteristiche
sopra descritte, si aggira sul mezzo milione
di lire.
Fig.3-11 ed 3-12 Due immagini dell’utilizzo
del GPS in montagna. Oggi
le tecnologie permettono
il trasporto degli strumenti anche ad
alte
quote, grazie alla loro ridotta dimensione
ed ad un peso
sempre più basso, facilitando
di molto il lavoro degli operatori
senza tralasciare
i risultati che sono sempre più precisi.
3-9 I limiti del GPS in montagna
L’uso del GPS in ambiente montano è da
guardare con fiducia anche se presenta ancora
qualche limite.
Il primo è quello dell’alimentazione
dell’apparecchio, che permette una autonomia
di 20/30 ore con batterie alcaline, una soluzione
a questo problema, è non tenere il dispositivo
sempre acceso, limitandosi a memorizzare una
serie di punti di riferimento per definire
in maniera inequivocabile il percorso.
I moderni palmari, accettano poi l’uso
di batterie ricaricabili, in cambio di una
riduzione dell’autonomia di circa 8 ore,
in funzione del tipo di batterie utilizzate.
Il secondo limite è quello della variabilità della
precisione nella localizzazione, che suggerisce
una certa attenzione all’uso, da attribuire
al fatto che la costellazione dei satelliti
Navstar continua a cambiare posizione, questo
determina la continua variazione delle condizioni
di visibilità a terra e dei relativi
dati che vengono elaborati dal GPS.
Anche la visibilità parziale del cielo,
cioè di quella porzione di volta celeste
che emerge dall’orizzonte quando ci troviamo
in zone montuose, è un fattore che può influenzare
la precisione dello strumento, in quanto il
segnale di alcuni satelliti viene schermato
dalle montagne circostanti
Ma la tecnologia ci viene ancora in aiuto
e mentre si prevede il continuo aumento di
satelliti
operativi nella costellazione GPS, il firmware
della macchina (il suo programma di gestione
che può anche essere di volta in volta
aggiornato tramite Internet) ci dice in qualsiasi
momento qual è la prospettiva di precisione
in funzione dei satelliti visibili e sincronizzabili;
e, con una mappa del cielo, ci può aiutare
a individuare meglio la posizione di miglior
ricezione, anche se ci troviamo in un fondovalle
incassato.
Gli ultimi modelli palmari sono anche predisposti
per incrementare la loro precisione di localizzazione
fino ad un metro, avvalendosi di una stazione
terrestre GPS master, che riceve i segnali
dai satelliti provvedendo a calcolare e inviare
un segnalale di riferimento (in realtà si
tratta di una correzione) che viene ricevuta
ed elaborata dai palmari.
A loro volta, gli apparecchi GPS di precisione
operanti nella modalità di differenza
di frequenze, utilizzando i due canali L1 ed
L2, raggiungono precisioni dell’ordine
di millimetri.
Attenzione però, perché l’uso
di questi strumenti è bandito in alcuni
paesi (come il Pakistan)!
L’evoluzione dei componenti e della miniaturizzazione
per la realizzazione di ricevitori sempre più piccoli
offre oggi il GPS da polso; ma la tecnologia
GPS ha da tempo messo a disposizione un comodo
e preciso strumento di misurazione, utilizzato
vantaggiosamente dai ricercatori, come quelli
topografici del gruppo Towwer che, nel gennaio
2001, nell’ambito delle attività del
progetto di ricerca scientifiche in alta quota
ed aree remote Ev-K2-CNR, hanno portato a termine
la misura dell’altezza dell’Aconcagua
(la più alta montagna delle Americhe)
con l’uso delle tecnologie laser e GPS.
3-10 Il Progetto Interreg IIIA
Un recente esempio di attuazione di un Catasto
Sentieri, è stato pubblicato nella
rivista “La Rivista” , (bimestrale
del Club Alpino Italiano), nel numero di
settembre-ottobre 2005.
Riporta il lavoro compiuto in Lombardia, che
prende il nome di Progetto Interreg IIA, volto
verso la fase conclusiva.
Consiste nel rilevamento di circa 2700Km di
sentieri, partendo da una rete sentieristica
ipotetica , che non rispecchiava la situazione
reale.
La parte essenziale del lavoro è stata
la pianificazione del rilievo , sia per quanto
riguarda la rete da rilevare, sia per l’organizzazione
delle squadre; successivamente si è valutato
il grafo della sentieristica per provincia,programmando
la rilevazione in funzione dei nodi delle tratte
facilmente raggiungibili con automezzi.
Si è diviso il terreno in aree di competenza
delle sezioni C.A.I.(Club Alpino Italiano)
e, nel corso del rilievo, partito dalla sezione
di Varese, nel gennaio 2004, si è dovuto
ristudiare la rete da rilevare in previsione
di una segnaletica comune, attenta a non trascurare
i sentieri che portano ai vallichi per la Svizzera,
nel gennaio 2005 il rilievo era pressoché terminato
La rilevazione è avvenuta con ricevitori
GPS GIS per mapping a precisione submetrica,
in modalità cinematica con l’acquisizione
di un punto ogni 3-5 secondi.
Le misure sono poi state corrette con post-elaboarzione
con stazioni di riferimento posizionate preferibilmente
in un raggio di 50Km.
Con il grafo vengono trasferiti al GIS anche
attributi dell’osservazione, sono stati
inoltre rilevati, anche dei capisaldi, che
costituiscono il controllo della rete poiché l’eventuale
successiva modific di una tratta dev poter
essere operata riferendosi ai capisaldi.
Il grafo è quindi suddiviso in tratte
ogni cambio delle proprietà stabili
nel tempo, considerando tutte le altre proprietà come
eventuali variabili.
È
stata rilevata la tratta, che inizia con il
primo nodo rilevato, la tipologia ed il grado
di difficoltà, i luoghi di posa della
segnaletica verticale, le località e
i punti di interesse, le strutture ricettive
incontrate durante il rilievo.
Il sistema di riferimento geografico utilizzato è il
WGS 84, i rilievi sono stati, infine, collaudati
prima di essere inviati alla ditta che sta
realizzando il WEB GIS.

Fig. 3-13 Una bella immagine del Cristallo,
una delle montagne
che sovrasta Cortina.
Il Cristallo è sede di fantastiche
passeggiate,
di ogni grado di difficoltà,
peccato che il suo nome sia spesso
associato
a tragedie, collegabili al fatto di essere
usciti dai
sentieri segnati intraprendendo
percorsi in cui la roccia è poco
salda.
L’uso del GPS è di innegabile
utilità tra queste rocce,
dando un
gran margine di sicurezza all’escursionista
che può
gustare di fantastici panorami,
tra un mare
di stelle alpine (lo dico per
esperienza).
3-11 Il rilievo con tecnologie GPS-GIS nel
Parco Nazionale Sagarmatha
L’utilizzo delle tecnologie GPS-GIS per
il rilievo dei sentieri, è stato attuato
anche per i percorsi di trekking nel Parco
Nazionale Sagarmatha, nelle montagne Himalayane.
Una degli obbiettivi della spedizione “Changri
Nup Glcier Monitoring Expedition”, è stato
quello di sperimentare un nuovo sistema di
acquisizione dei dati, informativi e GPS,
di modo da poter impostar la creazione di
un GIS
(Sistema Informativo Geografico) per il Parco
Nazionale Sagarmatha.
La strumentazione che è stata utilizzata
durante la spedizione comprendeva un ricevitore
GPS “Trimble Pocket” associato
ad un PC palmare della Compaq “Ipaq 3660” con
scheda di memoria aggiuntiva di 32 MB e una
macchina digitale “Canon Power Shot G1” e
a una camera classica Yashica FX 3; inoltre
il ricercatore era dotato di un personal computer
portatile Toshiba e di tutta la strumentazione
necessaria per ricaricare e alimentare le varie
attrezzature: un pannello solare flessibile “Unisolar
USF-32”; due batterie al piombo da 12
V a 10 A; un regolatore di carica “SunSaver
L 10”; un inverter ad onda sinusoidale
modificata da 300 W “Mobile Power 300”.
I primi test strumentali, in particolare
quelli legati al funzionamento della strumentazione
per l’aggiornamento dei dati GIS sono
stati realizzati con il PC palmare Ipaq che
permette infatti di ottenere la visualizzazione
dei dati GPS sovrapposti ad una immagine raster
di background precedentemente georeferenziata
tramite l’utilizzo del programma della
Trimble “TerraSync”, rappresentante
la cartografia del Parco Nazionale stesso.
Il punto critico è stata la georeferenziare
dall’Italia, in maniera abbastanza soddisfacente,
dell’immagine raster delle mappe 1:50.000
(del “Survey Department of His Majesty’s
Governement of Nepal” redatte in collaborazione
col Governo Finlandese) non possedendo ne dati
sufficienti a georeferenziarle correttamente,
ne cartografie più dettagliate.
Il posizionamento su carta è risultato
molto buono nella parte alta del parco, in
prossimità della Piramide, ma ha creato
qualche problema nella parte bassa dello stesso,
in prossimità di Phakding e di Namche:
in queste due zone il tracciato GPS si discostava
dal sentiero di circa 30 m il che è sicuramente
dovuto a una mal georeferenziazione della
mappa. In altri punti era il tracciato in
mappa 1:50.000
del sentiero ad essere decisamente impreciso
se non del tutto errato come nel caso di
tracciato su ghiacciaio (in cui il percorso
cambia ciclicamente).
Durante la salita per Namche il gruppo ha
effettuato numerose misurazioni e prove di
funzionamento
della strumentazione. L’abbinamento del
GPS Trimble Pocket e del Ipaq 3660 è risultato
molto pratico e maneggevole. L’acquisizione
dei dati è facile e intuitiva, l’interfaccia
di TerraSync permette una rapida visione di
tutti i parametri più importanti riuscendo
a gestire in pochi istanti anche file di notevoli
dimensioni (10 MB). La precisione in assoluto
varia tra i 2–8 metri a seconda del numero
di satelliti ricevuti e dalla buona geometria
degli stessi. Differenziando rispetto alla
stazione GPS master posizionata presso il Laboratorio-Osservatorio
Piramide, si riescono ad ottenere precisioni
inferiori al metro. Purtroppo durante la missione
tale ricevitore è stato caratterizzato
da numerosi malfunzionamenti che spesso hanno
danneggiato irreparabilmente la possibilità di
effettuare dei posizionamenti GPS di qualità con
la strumentazione a disposizione. Nel periodo
di acquisizione dati la disposizione dei
satelliti e il numero di satelliti visibili
sono risultati
decisamente migliori nelle prime ore del
mattino mentre davano grossi problemi nel
primo pomeriggio.
Il gruppo, nella zona di Thame, aveva come
obiettivo quello di definire un punto GPS
presso tale località, in modo da materializzare
nel tempo una maglia di vertici di coordinate
note lungo tutto lo sviluppo del Parco Nazionale
Sagarmatha. In questo caso è stata sfruttata
la contemporanea attivazione della stazione
master in doppia frequenza presso il Laboratorio
Piramide. Uno dei ricercatori, ha proceduto
nella continua georeferenziazione, con un ricevitore
GPS Trimble Geoexplorer 3 di particolari riconoscibili
da satellite e che una volta in Italia hanno
permesso la corretta georeferenziazione delle
immagini satellitari. Contemporaneamente un
secondo operatore ha proceduto con la prima
acquisizione di dati territoriali lungo il
sentiero che collega da Namche Bazar a Thame,
anch’egli sfruttando la contemporanea
accensione della stazione master in Piramide.
Il computer portatile si è mostrato
molto utile per la correzione e il miglioramento
dei database utilizzati (Uso del suolo; Sentieri;
Fiumi, ecc.) e per il trasferimento dei file
di background. Nonostante ciò, gli operatori
al rientro dalla loro spedizione, hanno consigliato,
per una prossima campagna, sistemi di più facile
trasporto, a lposto del computer. . Il vertice
fisso è stato misurato con un GPS
geodetico Trimble 4700 L1/L2 e con una antenna
Microcentered
L1/L2 non dotata di ground plane.
Durante il percorso, proseguendo da Namche
Bazar al Laboratorio Piramide sono stati
senza problemi acquisiti i dati relativi
ai sentieri:
Namche-Tyangboche; Tyangboche-Deboche; Deboche-Piramide.
Sono stati inoltre georeferenziati ulteriori
numerosi punti lungo il percorso, utili per
la successiva georeferenziazione delle immagini
satellitari, il responsabile della spedizione,
accompagnato dallo Sherpa, si è recato
al Laboratorio-Osservatorio Piramide per rilevare
il percorso che dalla Piramide raggiunge la
sommità del Kalapattar.
Durante questa campagna di misure, si è adoperato
il GPS, anche per rilevare i campi coltivati.
I problemi maggiori sorgono nell’acquisizione dei dati tramite GPS, in
quanto i satelliti si posizionano spesso in geometrie inefficaci e alcune aree
sono decisamente piccole, addirittura inferiori alla precisione dello strumento.
La variazione dell’intervallo di acquisizione dei dati da 1 secondo a
ogni 5 secondi risulta migliorare la forma delle aree rendendole molto prossime
alla realtà a differenza di quelle precedentemente acquisite che risentivano
troppo della variazione di precisione del segnale creando aree notevolmente
frastagliate. Per ottimizzare ulteriormente i dati si fa funzionare a intervalli
di 5 secondi anche la stazione master (precedentemente impostata a 15 sec.),
permettendo a posteriori di differenziare tutti i punti acquisiti e non solo
uno ogni tre.
Tuttavia, essendo il GPS master dotato di una scarsa memoria interna, il
gruppo deve interrompere le operazioni di rilevamento ogni tre ore per permettere
ai tecnici presso il Laboratorio-Osservatorio Piramide di “scaricare” i
dati su personal computer. (La procedura per spegnere, scaricare e riaccendere,
a memoria azzerata, il GPS richiede circa 1 h. Se si fosse lavorato con la
stazione master ad 1 sec. non sarebbe stato possibile acquisire dati per più di
40 minuti alla volta).
Il gruppo ha realizzato un embrione di database della sentieristica in modo
che nel percorso di salita al posto dei dati di uso del suolo venissero acquisite
tali informazioni. Il database così costituito comprende il rilievo
di: linee di percorso, definendo il luogo di partenza e il luogo di arrivo
di ogni tratta, la tratta totale, un codice di riconoscimento delle fotografie,
le caratteristiche del sentiero e le particolarità; punti panoramici
in cui sono state effettuate una serie di foto al fine di coprire tutti i 360° della
vista; punti di interesse, ad esempio ponti, fiumi, piloni della luce, scuole,
ospedali, lodge, monasteri, stupa, chorten, frane del sentiero, ecc.; paesi,
con l’acquisizione del punto centrale, la definizione sommaria del
numero di case, di lodge, la presenza di corrente elettrica, acqua, scuole,
luoghi
di primo intervento, ecc.
3-12 Il GPS ed il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)
Ogni anno si moltiplicano , con la buona stagione, i dispersi in montagna,
svaniti per inesperienza, per aver sopravalutato la propria capacità di
orientarsi nel fitto bosco. Il compito di ritrovarli rappresenta probabilmente
il più severo banco di prova per i tecnici del Soccorso Alpino; ogni
volta che si va alla ricerca di un disperso, ci sono punti in cui nessuno dei
soccorritori è mai passato (pur essendo persone che ben conoscono il
territorio) e in molti casi la persona dispersa si trova proprio in queste
aree. Tutto questo non dovrebbe più capitare con la nuova tecnica satellitare
che il Soccorso Alpino sta mettendo a norma: l’utilizzo del GPS come
rilevatore di percorso.
In breve, un GPS nello zaino di ogni uomo del soccorso, o agganciato ai collari
dei cani, memorizzerà il tratto percorso, i dati così acquisiti
verranno poi scaricati in un computer in cui è presente la cartografia
dettagliata della zona. A questo punto le zone in cui nessuno è ancora
passato saranno immediatamente rilevate e la situazione tornerà ad
essere sotto controllo.
La cosa sta così a cuore, che l’argomento sarà al centro
del vertice mondiale dell’associazione CISA IKAR, l’Onu del Soccorso
Alpino, che si terrà con un congresso, nell’autunno di quest’anno
a Cortina.