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cap.1 introduzione alla tesi
cap.2 metodologie d'utilizzzo del GPS in alta quota
cap.3 monitoraggio dei sentieri
cap.4 monitoraggio dei ghiacciai come superficie
cap.5 utilizo del GPS per monitorare le valanghe
cap.6 descrizione della zona circostante il massiccio della Marmolada
cap.7 la struttura, e le modalità operative del GPS e i rilievi in Marmolada
BIBLIOGRAFIA
NOTE SULL'AUTORE
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Capitolo settimo: La struttura, e le modalità operative del GPS e i rilievi in Marmolada


7-1 Breve introduzione sulla struttura del GPS
Come già visto nei capitoli precedenti, il Global Positioning Satellite System (GPS) NAVSTAR (Navigation system using Timing and Ranging) è stato istituito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) allo scopo di fornire un sistema di navigazione in tempo reale ai militari U.S.A. L’uso del GPS è cresciuto al punto da fornire non solo un sistema di navigazione su tutto il globo e in ogni condizione meteo, ma anche le coordinate precise di qualunque posizione, allargate ad ogni categoria di utenti. La precisione ottenuta risulta di molto superiore a quella ottenibile con i metodi tradizionali, con il vantaggio di limitare il largo dispendio di tempo e risorse.
Il sistema GPS dal 1973 è in continua evoluzione, il primo satellite lanciato in orbita riporta la data 1978, mentre la costellazione è stata ultimata nel 1994; attualmente una nuova generazione di satelliti sta rimpiazzando quelli del blocco I e II.

La gestione del sistema è seguito dal DoD (Dipartimento della Difesa Americana).
Il sistema si compone di tre “segmenti”, chiamati :
Segmento di Controllo;
Segmento Spaziale;
Segmento Utente;
dalla corretta operatività di ciascuno di questi segmenti dipende l’affidabilità di tutto il sistema


Fig. 1.7 Lo schema illustra la struttura del GPS, schematizzando
i tre segmenti che la compongono; dal buon funzionamento di questi, dipende
l’affidabilità di tutto il sistema. Importante è sottolineare come la precisione che
si ottiene, sia di gran lunga superiore al passato, in cui si utilizzavano i
tradizionali strumenti della topografia classica.


SEGMENTO di CONTROLLO è composto da un centro di controllo principale situato nella
Falcon Air Force Base di Colorado Springs, negli U.S.A., più quattro stazioni di monitoraggio e controllo a terra: Diego Garci, Ascention Island, Kwajalein, Hawaii.
Queste stazioni effettuano il monitoraggio della costellazione, comunicano i dati alla stazione principale e ritrasmettono ai satelliti i segnali di controllo da questa originati. Le stazioni del Segmento di Controllo sono le sole che trasmettono verso i satelliti (le nuove effemeridi, la correzione per gli orologi ecc.)
Il SEGMENTO SPAZIALE è composto da una costellazione di satelliti orbitanti a circa 20.000 km di altezza. La costellazione completa e’ formata da 24 satelliti, ma ne possono essere attivi qualcuno in più o in meno ( per l’uso di satelliti di riserva). I satelliti sono schierati in orbite circolari su 6 piani orbitali paralleli inclinati di 55° rispetto al piano equatoriale, ciascuna ospitante 4 satelliti equidistanti. Le orbite sono percorse in 11 ore 58 minuti. Con la costellazione completa, la maggior parte del globo ha da 6 a 12 satelliti visibili contemporaneamente.
Per SEGMENTO UTENTE si intende qualsiasi ricevitore in ascolto dei satelliti in un certo istante. Non c’è alcuna organizzazione in questo Segmento, per ogni utente esso consiste nei suoi ricevitori attualmente in uso e nelle relative antenne. I ricevitori degli utenti sono strumenti passivi, si limitano ad ascoltare i segnali dei satelliti senza ritrasmettere nulla ad essi. Il sistema è così accessibile ad un qualsiasi numero di utenti in ogni momento.
Il sistema funziona con i satelliti orbitanti attorno alla Terra che trasmettono la loro posizione e l’ora corrente.
Il lavoro compiuto dal GPS, è quello di determinare la posizione di qualsiasi punto sulla superficie terrestre, calcolando la distanza da 4 o più satelliti; il ricevitore “vede” i satelliti visibili in quel momento e riproducendo lo stesso codice (codice C/A) generato dai satelliti stessi ne calcola la distanza da ciascuno di essi, a questo punto, con una trilaterazione, determina l’esatta posizione del punto.


Fig. 2.7 Il disegno rappresenta la trilaterazione che il sistema
GPS attua, ogni volta che si voglia determinare la posizione del punto.
Nei tempi più remoti si appoggiavano alle stelle per compiere le
trilaterazioni, con lo sviluppo della topografia si è passati ai teodoliti.


Importante sottolineare che la posizione così ottenuta, detta posizione assoluta, in quanto calcolata da un singolo ricevitore, è determinata con una precisione scarsa.
Per abbattere l’errore che accompagna la misura ed ottenere precisioni centimetriche o millimetriche, si usa il cosiddetto metodo differenziale cioè si utilizzano contemporaneamente due o più ricevitori in modo tale da eliminare l’errore che e’ uguale per tutti i ricevitori che lavorano nella stessa area.
Ben noto come i campi di applicazione del GPS siano innumerevoli:
- Rilievi di reti e poligonali geodetiche;
- Controlli di deformazione (frane, dighe...);
- Rilievo di dettaglio;
- Rilievo catastale;
- Picchettamenti e riconfinamenti (RTK);
- etc.
Rispetto all’utilizzo della strumentazione classica (teodolite + distanziometro) ci sono notevoli vantaggi:
Elevata produttività;
Maggior precisione ottenibile specialmente su lunghe distanze;
Possibilità di lavorare con qualsiasi condizione metereologica e di orario;
Nessun limite sulle distanze da misurare;
Facilità di utilizzo in campagna;
Più operatori possono usare una unica stazione base;
Possibilità di picchettamento (RTK);
Libertà di lavorare senza visibilità tra i punti.

Dal punto di vista pratico l’aspetto più positivo che presenta il GPS, è non avere bisogno di vedere i punti battuti, il rovescio della medaglia però, ne segna un punto a sfavore, infatti richiede di “vedere” almeno 4 satelliti in contemporanea.
Tutto questo comporta la difficoltà di lavorare in vie urbane strette, nei boschi, fino all’impossibilità di operare all’interno di capannoni, importante però è ricordare che vi sono delle case costruttrici, come in seguito vedremo, che stanno mettendo appunto nuovi strumenti, in grado di superare questi problemi.

7-2 Come funziona il GPS
Il funzionamento del GPS può essere comodamente riassunto in cinque sintetici punti:
1- La trilaterazione dai satelliti è alla base del sistema GPS;
2- Il GPS misura la distanza dai satelliti, conoscendo il tempo impiegato e la velocità del segnale;
3- Per poter misurare la distanza dai satelliti è necessario un ottimo orologio e un quarto satellite;
4- I satelliti trasmettono la loro posizione e, conoscendone la distanza, è possibile calcolare la posizione del ricevitore;
5- Per limitare gli errori si analizza la propagazione del segnale nell'atmosfera e la geometria dei satelliti;
Una sola misura di distanza da un punto (1 satellite) individua la nostra posizione ovunque sulla superficie di una sfera, una seconda misura indica la nostra posizione sull'intersezione di due sfere (l'intersezione di due sfere è una circonferenza), una terza misura individua solo due punti (punti individuati dalla intersezione di due sfere), una quarta misura toglie ogni dubbio
(quattro misure identificano un solo punto).
Nella teoria tre misure sono sufficienti, e la ragione per cui abbiamo bisogno di quattro satelliti è perché vi sono 4 incognite da risolvere : latitudine, longitudine, quota, tempo.
Per misurare la distanza da un satellite, si misura il tempo impiegato dal segnale a compiere il percorso Satellite-Ricevitore, quindi lo si moltiplica per la velocità della luce
Tempo (sec) x 300.000 (km/s) = Distanza

Fondamentale è conoscere esattamente quando è stato trasmesso il segnale, per farlo si utilizza lo stesso codice (sequenza di impulsi) sul satellite e sul ricevitore, quindi si sincronizza l'orologio del ricevitore con quello dei satelliti così facendo i satelliti e ricevitori generano lo stesso codice, nello stesso istante, a questo punto è possibile comparare il codice ricevuto con quello generato e misurare la differenza di tempo tra i due (ovvero la differenza di tempo tra il momento di emissione del segnale e il momento di ricezione a terra).
Nei capitoli precedenti si è parlato delle imprecisioni che il GPS può presentare durante una campagna, l’origine di questi errori è da imputare al fatto che il GPS non lavora nel vuoto ma nella Troposfera (0 – 10Km) e nella Ionosfera (80 – 500Km) quest’ultima, una porzione d'atmosfera densa di particelle cariche elettricamente, in grado di deviare le onde radio.
Poi vi sono gli errori imputabili ad imprecisione dell’orologio che possono dar origine alla posizione errata del punto da rilevare ed errori nell’orbita dei satelliti (questi due sono molto piccoli e principalmente corretti dal DoD); ed gli errori del ricevitore dovuti all’instabilità dell'oscillatore (orologio) ed alla rumorosità nelle misure introdotta dal ricevitore stesso.
Tipico errore di quando si opera in vallate strette, dove attorno vi sono alte montagne è il multipath (percorsi multipli) ovvero il segnale rimbalza su superfici riflettenti ed interferisce con il segnale diretto.
Importante è ricordare che l’errore aumenta se i satelliti formano tra di loro angoli acuti ed è espressaoattraverso questi valori Gdop - Geometric Diluition Of Precision, Pdop - Position Diluition Of Precision, Hdop - Horizontal Diluition Of Precision, Vdop - Vertical Diluition Of Precision Edop, East Diluition Of Precision, Ndop - North Diluition Of Precision, Tdop - Time Diluition Of Precision.


7-3 Le metodologie di rilievo utilizzabili
Le misure utilizzando il GPS possono essere effettuate quattro tecniche:
1. metodo statico
2. metodo cinematica
3. metodo stop-and-go
4. metodo statico-veloce


Fig. 3.7 La fotografia scattata durante la spedizione del 1998
sul ghiacciaio del Cangri Nup, mostra il vertice di una stazione,
più precisamente la 6, a quota 5500 metri, durante le operazioni
di misurazione statica, sullo sfondo il monte Everest. È stato
scelto il metodo statico in quanto il più preciso, la motivazione è da
ricercare nel fatto che campagne i queste portate, dato che difficili da
ripetere richiedo la massima precisione possibile.


METODO STATICO : questa modalità è stata per molto tempo l’unica utilizzabile in campo geo - topografico; è da utilizzare per misure di lunghe distanze, reti geodetiche, studi di placche tettoniche, ecc.
Due ricevitori posizionati su due punti rimangono contemporaneamente in misura per un periodo di tempo che varia da pochi minuti (statico rapido) fino a più di un ora.
Il tempo di misura, dipende dalla quantità di dati da dover acquisire con la sufficiente precisione per il calcolo della distanza satelliti - ricevitore. Un numero maggiore di satelliti (superiore a 5) aumenta la quantità di dati disponibili e ne riduce il tempo di misura.
La tecnica statica è la procedura di misura più accurata, si arriva ad una precisione dell’ordine di ± 0.5 cm + 1 mm/Km (il secondo addendo viene applicato alla lunghezza della vaseline), ma risulta essere il metodo più lento ( più di un ora di stazionamento), globalmente rimane comunque la tecnica più affidabile (si sbaglia difficilmente) e più semplice.


Fig. 4.7 Il disegno, anche se leggermente sfuocato, schematizza
la tecnica di rilevamento con misura statica, essa richiede un tempo
di misura variabile da qualche minuto a qualche ora, esso dipende
dalla precisione con cui si vuole determinare la
distanza satellite ricevitore.


METODO CINEMATICO: si tratta di un metodo dinamico che viene utilizzato per rilievi di dettaglio, per la registrazione di traiettorie, per l’acquisizione di coordinate di molti punti in rapida successione, ecc.; questa tecnica comporta lo spostamento di un ricevitore Rover, calcolandone la posizione in relazione al ricevitore di riferimento (fisso).
Risulta il metodo più veloce ( 1 solo secondo per punto), ma anche il più difficile in quanto non bisogna perdere il segnale dai satelliti, dovrebbe avere la stessa precisione dello statico ma rispetto a questo è molto più influenzato dal DOP (si ottengono circa 3-10 cm).
La misura cinematica di precisione è possibile solo se i ricevitori dispongono dei dati per calcolare esattamente la distanza satelliti-ricevitore e, quindi, la posizione.
Il periodo di tempo per ottenere i dati necessari è detto “inizializzazione”, sarà il ricevitore Rover ad eseguire questa operazione, analoga alla misurazione di un punto con il metodo statico-veloce e consente al software di post-elaborazione di poter risolvere il calcolo delle ambiguità una volta rientrati in sede.
L’inizializzazione di ricevitori doppia frequenza, richiede, di solito, un breve periodo d’osservazione quantificabile, per una buona configurazione satellitare, in 5 – 20 minuti (il tempo effettivo dipenderà dal numero di satelliti osservati).
Si possono identificare due inizializzazioni:
Inizializzazione con solo L1 = Statico
Inizializzazione con L1+L2 = Statico, Statico Veloce, O.T.F. (On The Fly) (al volo).
Dopo questa operazione si può cominciare con il rilievo vero e proprio, come detto si utilizzano due ricevitori GPS, dei quali uno viene mantenuto fisso, in stazione, su un estremo delle baelines, mentre il ricevitore Rover può essere spostato liberamente.
L’utilizzatore può registrare le posizioni con un intervallo di registrazione predisposto in precedenza, può registrare posizioni o dati, in modo distino o un misto dei due (questa parte della misurazione viene definita comunemente catena cinematica) il tutto anche senza fermarsi.
La precisione ottenibile è dell’ordine di ± 1-5 cm + 1-5 mm/Km.
Durante gli spostamenti è necessaria la ricezione continua dei segnali da almeno quattro satelliti, per questo motivo, durante i rilievi in modalità cinematica, bisogna evitare di avvicinarsi troppo ad oggetti che potrebbero bloccare la ricezione del segnale da satellite in corrispondenza del ricevitore Rover.
Nel caso avvenga un’interruzione, dovuta ad ostacoli come ponti, alberi, edifici elevati che impediscono la visione del cielo, (con conseguente visione di un numero di satelliti inferiore a 4), occorre ri-inizializzare il sistema. Tale operazione richiede pochi secondi e può essere effettuata in movimento (tecnica OTF).
L’applicazione di una tecnica di elaborazione nota come On-the-Fly (OTF), o cinematica “al volo”, ha consentito di risolvere in gran parte tale limite.
Essa è una procedura applicata alla misurazione durante la post-elaborazione. All’inizio della misura l’operatore può semplicemente iniziare a camminare con il ricevitore Rover, registrando dati.
Se, passando sotto un albero, si perde il collegamento con i satelliti, una volta tornato sotto la copertura del satellite il sistema si re-inizializza automaticamente.


Fig. 5.7 Il disegno, un po’ sfuocato, schematizza la
metodologia di rilievo in metodologia cinematica, in cui un
ricevitore fisso permane in un punto (di coordinate note), mentre
un secondo ricevitore questa volta mobile, si sposta per la superficie
da rilevare. La tecnica risulta ottima quando si voglia rilevare
sentieri, piste da sci, in quanto posto il ricevitore
sull’apposito zaino si percorre il percorso.


METODO STOP – AND – GO : del tutto simile al metodo cinematica, l’unica differenza, è che l’operatore, addetto al ricevitore mobile, si sposta lungo il percorso e si deve fermare, un istante, nei punti di cui si vuole conoscere le coordinate, lo stazionamento nei punti da rilevare, richiede, per l’acquisizione delle misure, un tempo di circa 10-15").
La precisione che si raggiunge, utilizzando il seguente metodo, risulta di circa ± 1cm + 1mm/Km.

METODO STATICO VELOCE : operativamente è simile alla modalità statica ma il tempo di occupazione delle stazioni è sensibilmente più corto (5-20 minuti), e richiede 5 satelliti visibili.
È utilizzato per istituire reti locali di controllo, per il raffittimento delle reti, ecc.
Sia che si impieghino ricevitori in mono frequenza che in doppia frequenza, permette il calcolo delle coordinate (real time) degli estremi delle baselines, tramite un collegamento radio tra le due stazioni riceventi e una elaborazione istantanea dei segnali ( in circa 15’’ si hanno precisioni prossime al metodo statico tradizionale) con un controllo automatico della precisione.
Lo statico "veramente veloce" si ottiene con ricevitori a doppia frequenza o a doppia costellazione.
METODO PSEUDO-STATICO (o pseudo cinematica): si tratta di una modalità dinamica che prevede due osservazioni distinte su ciascuna stazione. Ogni osservazione deve durare almeno 10 minuti e deve essere ripetuta a distanza di almeno un’ora ma non più di quattro ore.
Durante gli spostamenti non è necessario restare in contatto con i satelliti come per la procedura cinematica.
Si può attuare con ricevitori a singola frequenza e viene usata spesso al posto della statica veloce quando non si disponga di ricevitori a doppia frequenza.
Si usa per operazioni di raffittimento o per la determinazione di punti d’appoggio per fotogrammetria.

METODO RTK (Real Time Kinematic) : il cinematica in tempo reale è un particolare metodo dinamico che si avvale di un collegamento radio per la trasmissione dati, al fine di inviare i dati ricevuti dai satelliti dal ricevitore di riferimento al ricevitore Rover. Ciò consente il calcolo e la visualizzazione delle coordinate in tempo reale, mentre si esegue il rilievo.
Costituisce un metodo molto efficace per le misure di dettaglio in quanto i risultati sono a disposizione durante l’esecuzione del lavoro.
La tecnologia richiede il collegamento radio, che è soggetto ad interferenze da parte di altre emittenti rado e anche al blocco della trasmissione.

7-4 Precisazione sui Rilievi RTK
RTK è l’acronimo di Real time Kinematic (Cinematico in Tempo Reale), si tratta di un metodo cinematico “al volo” eseguito in tempo reale.
La stazione di riferimento è dotata di un collegamento radio che ritrasmette i dati ricevuti dai satelliti.
Anche il ricevitore Rover è dotato di un collegamento radio tramite il quale riceve il segnale trasmesso dal ricevitore di riferimento.
Il ricevitore Rover riceve inoltre i dati direttamente dai satelliti attraverso la propria antenna GPS. Questi due gruppi di dati possono essere elaborati contemporaneamente dal ricevitore Rover al fine di risolvere le ambiguità e ottenere quindi una posizione molto precisa rispetto al ricevitore di riferimento.


Fig. 6.7 La foto mostra un operatore intento al rilevamento in modalità
cinematica RTK, durante la campagna sul ghiacciaio del Cangri Nup nel 1999.
L’operatore cammina trasportando il ricevitore mobile, mentre il secondo permane
fisso, prima di cominciare col rilievo, è stata fatta l’operazione di inizializzazione.
Il metodo RTK consiste già nel campo la rielaborazione dei dati.


Una volta installato il ricevitore di riferimento e avviata la trasmissione dei dati attraverso il collegamento radio, è possibile attivare il ricevitore Rover.
Quando il ricevitore Rover inizia a rilevare i satelliti e a ricevere dati dal ricevitore, può avviare la procedura di inizializzazione, che è simile a quella eseguita durante il rilievo con metodo cinematica “al volo” e in post-elaborazione, con la differenza che viene condotta in tempo reale.
Una volta completata l’inizializzazione le ambiguità vengono risolte e il ricevitore Rover può registrare punto e coordinate.
A questo punto la precisione della linea di base si aggira intorno a 1-5 cm.
È importante mantenere il contatto con il ricevitore di riferimento, altrimenti il ricevitore Rover potrebbe avere dei problemi con l’ambiguità e calcolare la posizione con minor precisione, possono inoltre sorgere problemi quando il rilievo viene eseguito nelle vicinanze di ostacoli quali edifici alti, alberi, etc. in quanto il segnale del satellite può essere bloccato.
Il rilievo in tempo reale sta diventando il metodo più diffuso per eseguire rilievi GPS di elevata precisione ed accuratezza in aree di dimensioni limitate.


Fig. 7.7 Lo schema spiega la metodologia di rilievo in modalità RTK
(Real Time Kinematic), viene posizionato un ricevitore fisso mentre
il secondo mobile, ad esempio può essere caricato su di uno zaino
ed utilizzato per rilevare sentieri o piste da sci…


7-4.1 Il collegamento radio
Ho deciso di scrivere questo sotto capitolo, in quanto le comunicazioni radio sono la parte del sistema RTK che crea maggiori difficoltà agli utilizzatori, precisiamo che la maggior parte dei sistemi GPS RTK si avvale di piccoli radio modem UHF.
I fattori che maggiormente creano problemi agli utilizzatori sono:
La potenza della radio trasmittente;
L’altezza dell’antenna trasmettente;
la risoluzione del primo problema è presto detta, infatti, in linea di massima, maggiore è la potenza e migliore dovrebbe essere la prestazione, tuttavia la maggior parte dei paesi pone limiti legali di uscita che variano da 0.5 a 2W.
Il secondo problema si risolve posizionando l’antenna nella posizione più elevata, evitando così che la comunicazione subisca alterazioni a causa della “visibilità radio”, inoltre favorisce complessivamente le comunicazioni stesse. Le medesime considerazioni valgono con riferimento all’antenna ricevente.
Alti fattori che possono influire sulle prestazioni sono la lunghezza del cavo di collegamento dell’antenna radio (cavi più lunghi comportano perdite maggiori) e il tipo di antenna radio in uso.

7-4.2 Le modalità di trattamento dei dati
Le tecniche sopra descritte, forniscono delle coordinate che dovranno, una volta giunti in ufficio, poi essere corrette effettuando il calcolo differenziale sul computer, tramite un software di “Post-processing”.
Una nuova metodologia permette il trattamento dei dati in tempo reale, durante le fasi del rilievo, tramite le correzioni RTCM e RTK, permettendo di determinare istantaneamente, le coordinate corrette del punto in cui si trova il ricevitore mobile.
Il sistema deve essere dotato di apparato telemetrico (radio-modem o GSM) per consentire alla stazione fissa di inviare le correzioni di misura al ricevitore mobile che determina le proprie coordinate corrette.
Tale tecnica, detta rilievo in “modalità RTK” (Real Time Kinematic) risulta indispensabile, se si effettuano operazioni di tracciamento, in quanto consente il monitoraggio continuo della precisione dei punti durante il rilievo.

7-5 Breve descrizione dello strumento utilizzato il GPS1200 della Leica-Geosystems
Lo strumento utilizzato è l’ultimo ritrovato della tecnica, si tratta del GPS 1200 di Leica Geosystems.


Fig.8.7 La fotografia mostra il GPS1200 l’ultimo rinnovato della
tecnologia, costruito per essere veloce, preciso, robusto e affidabile,
resistente a temperature proibitive (dai -40°C a +65°C), utilizzabile
sotto la pioggia, la neve, resistente alla polvere in grado di galleggiare,
il contenitore in lega di magnesio lo rende resistente a cadute e vibrazioni. .

Le caratteristiche di questo strumento, sono tali da far si, che possa essere utilizzato sempre ed ovunque, anche nelle peggiori condizioni, di tempo.
Durante il lavoro in Marmolada le condizioni meteo sono state ottime con sole e cielo terso ma comunque, si poteva lavorare, anche sotto la pioggia o la neve in quanto lo strumento è stato costruito per resistere anche nelle suddette condizioni (non è il mio caso ma resiste anche alla polvere!) è completamente impermeabile e galleggia, è inoltre resistente a cadute e vibrazioni, ed a temperature che possono oscillare da –40°C a +65° C!.
La versatilità dello strumento è notevole, infatti può essere utilizzato per tutte le operazioni: topografiche, di controllo, catastali, di tracciamento, di ingegneria, di monitoraggio, sismiche,
io stessa ho potuto toccare con mano la capacità di adattarsi a qualunque tipo di lavoro.
Il GPS1200 può funzionare come stazione Rover o come stazione di riferimento, inoltre è in grado di supportare tutti i formati e i dispositivi di comunicazione, può essere trasportato sulla palina o sullo zaino, nel mio caso abbiamo posizionato l’antenna su di una palina e poi posta nell’apposito zaino di modo che l’antenna uscisse; addirittura per talune specifiche operazioni può essere posto su di una barca, una macchina operatrice, su di un aeroplano.
Come ho potuto verificare di persona esso presenta un’ottima ricezione dei segnali pur trovandoci in una valle incassata tra alte montagne, ed un’alta attenuazione dei multipath, inoltre è resistente alle interferenze, ed ha una elevata velocità di aggiornamento con basso tempo di latenza per un veloce ed affidabile RTK a lunga portata.
Importante sottolineare che il GPS1200 da me utilizzato si affida alla tecnologia SmartTrack GPS la quale acquisisce tutti i satelliti visibili anche a basse elevazioni.
La tecnologia SmartTrack mi è stata di grande aiuto durante il rilievo, specialmente nel tratto di sentiero che si sviluppava nel bosco, in quanto, come precedentemente spiegato, le misura che devono essere acquisite sotto gli alberi ed in zone il cui cielo è anche solo parzialmente coperto, con i precedenti strumenti risultava complicato, con il GPS1200 le operazioni sono risultate possibili.
I ricevitori dotati di questa tecnologia, sono progettati per essere aggiornati ai futuri segnali GPS.


Fig. 9.7 Le due immagini mi ritraggono durante il rilievo con il GPS1200. Gli strumenti
precedenti perdevano il segnale quando il cielo risultava coperto (anche parzialmente), il
GPS1200 da me utilizzato non a presentato questo problema, avvantaggiandomi molto nel lavoro.

Trovo importante non dimenticare la tecnologia SmartCheck 30Km RTK che permette una metodologia RTK molto più veloce e precisa, l’inizializzazione, durante il rilievo, è avvenuta con qualche difficoltà ma del tutto prevedibile visto l’ambiente, inoltre si tratta di un sistema integrato che gestione la qualità dei dati ottenuti e li controlla immediatamente.
L’antenna di cui si serve ha è detta Smart Track, la quale presenta delle dimensioni ridotte, la stabilità del centro di fase sub-millimetrica permette misure di qualità anche con satelliti a basso angolo di elevazione, inoltre è impermeabile, leggera, robusta tanto da resistere a cadute da una palina di 2 metri.
Aspetto fondamentale durante un rilievo, è l’alimentazione, personalmente, nel mio piccolo, mi sono trovata ad operare all’aperto per parecchie ore, e la durata delle batterie è importantissima, il GPS1200 monta due mini batterie capaci di funzionare fino a 15 ore.
Non di poca importanza è la grandezza delle batterie, le quali, essendo molto piccole, hanno permessolo spostamento nell’area da rilevare molto più agevole.
Come appena visto, lo strumento che ho avuto la fortuna di utilizzare, oltre ad avere tutte le caratteristiche sopra descritte che ben si sposano con il lavoro compiuto e l’ambiente rilevato, riesce ad unire alla potenza nei risultati la facilità del suo utilizzo, infatti l’interfaccia grafica riusciva a guidarmi direttamente al bersaglio, pur non avendo nessuna esperienza nell’utilizzo di un GPS.
Ma mano che rilevavo i vari punti, la schermata grafica visualizzava, il percorso eseguito, la funzione zoom permetteva di visualizzare nel dettaglio il rilievo, mentre il comando zoom out ne permetteva la visione globale, inoltre utilizzando la tastiera si ottenevano informazioni relative a punti e oggetti, addentrandoci nel bosco il displey e la tastiera si “illuminano” permettendo di lavorare anche con scarsità di luce.
Infine importante dar giusto peso alla velocità e precisione con cui ho potuto eseguire il rilievo in modalità RTK, in quanto il GPS1200 è dotato degli algoritmi SmartCheck che valutano ed elaborano le misure SmartTrack.
Il GPS1200 con un’antenna SmartTrack è ideale come stazione di riferimento che funziona con continuità, lo strumento da me utilizzato potrà quindi, in un futuro essere adottato da tutti quei Paesi che stanno allestendo stazioni di riferimento GPS.

7-6 Operazioni di rilievo eseguite nella zona della Marmolada
Fino ad ora, i vari capitoli visti, hanno sviluppato l’aspetto teorico, riguardante le varie applicazioni del GPS (preferendo di gran lunga quelle in modalità cinematica).
Nelle pagine che seguono si vuole descrivere l’esperienza pratica avvenuta nella zona della Marmolada nei giorni 7 ed 8 novembre, con l’utilizzo dello strumento della ditta Laica, il GPS1200 .
Come descritto nel capitolo sei, la zona dove sono state attuate le misure è di indubbio fascino, le aree interessate dal “rilievo” sono state quelle di Malga Ciapèla, e quelle di Passo Fedaia.


Fig. 10.7 La bella fotografia è stata scattata durante la stagione estiva da Passo
Padon riporta il Passo Fedaia con acanto il lago omonimo di ridotte dimensioni
rispetto al bacino artificiale dell’ENEL. Le operazioni di rilievo sono state eseguite
proprio sul tratto di pista da sci che arriva al Passo.


Per poter meglio capire gli aspetti positivi e negativi dello strumento si sono attuati vari tipi di rilievo, operando in diverse condizioni ambientali, in particolare lo strumento è stato utilizzato per rilevare:
un tratto di sentiero (comprendente sia un tratto di bosco che un prato);
una gola;
un tarato di strada statale;
un tratto di percorso attuato dai fili dell’alta tensione;
una diga.
Una volta acquisiti i dati e ritornata in Dipartimento, ho restituito il lavoro svolto, andando ad inserire i tracciamenti dei vari percorsi, nella Cartografia Tecnica Regionale, utilizzando vari colori per meglio distinguere i diversi lavori, in particolare ho indicato:
rosa: rilievo sentiero all’andata;
giallo: rilievo sentiero al ritorno;
arancione: rilievo stradale all’andata;
viola: rilievo stradale al ritorno;
verde: rilievo dei Serrai di Sottoguda;
azzurro: una prova del rilievo stradale.
Ottenendo:


Fig. 11.7 L’immagine mostra la restituzione in tre dimensioni dei percorsi acquisiti, tramite la Cartografia Tecnica Regionale; chiaramente si vede quanto la valle dove abbiamo operato fosse racchiusa tra le montagne, provocando una certa difficoltà nell’operazione di tracciamento iniziale.

7-6.1 Rilievo sentiero
Il primo rilievo che si è deciso di attuare è stato un tratto di sentiero la cui morfologia presentava tutte le caratteristiche di cui avevamo bisogno per testare la bontà del GPS1200.
Infatti, il sentiero preso in esame, comprendeva sia tratti sgombri da alberi, case, ecc. che potevano creare degli impedimenti, sia tratti di bosco dove la vegetazione era più o meno fitta e che quindi poteva dare qualche problema nella ricezione del segnale.
Il punto di partenza, per tutti i rilievi attuati a Malga Ciapèla, è stato il piazzale della funivia, il quale presenta una posizione vantaggiosa in quanto, la più centrale della valle, ed abbastanza lontana dai fianchi delle montagne circostanti, in più, privo di alberi, ed ostacoli.
Come spiegato, nelle pagine precedenti, per poter operare con il GPS bisogna prima attuare l’operazione di tracciamento la quale ci ha creato qualche problema, in quanto i satelliti disponibili non erano in numero sufficiente per iniziare il lavoro (ricordiamo che il numero minimo deve essere di 4 satelliti), è comunque bastato aspettare un po’ di tempo che questi sorgessero o comunque si spostassero e tutto si è sistemato.
La cosa non ci ha sorpreso più di tanto, in quanto, la vallata dove abbiamo operato, è incassata tra alte montagne, che impediscono allo strumento di vedere i satelliti, un più veloce tracciamento avviene in ambienti per così dire “aperti”, come nel bel mezzo di un campo in campagna, oppure sulla cima di una montagna.
Quindi, a tracciamento avvenuto, posto lo strumento nello zaino, ci siamo incamminati lungo il sentiero, il GPS era stato precedentemente impostato per acquisire punti in modalità di navigazione.
L’utilizzo del suddetto sistema, oltre a fornire la poligonale, ci permette di conoscere tutte le caratteristiche dei punti rilevati, quali la quota, la latitudine la longitudine, la deviazione standard.
Si riporta come esempio il punto, di partenza del rilievo del sentiero di cui siamo in grado di conoscere:
latitudine : 46° 25’ 3765813
longitudine :11° 54’ 40.80749
quota : 1502.6299
deviazione standard :9.3347
deviazione standard :3.3479
deviazione standard : 5.2832
tutte queste informazioni ci vengono fornite dal programma “Leica Geo Office” tramite la schermata di seguito riportata:


Fig. 12.7 L’immagine mostra la schermata contenente tutte le informazioni su di un
punto rilevato, contiene infatti il nome del punto, la metodologia con cui è stato acquisito,
il tipo di coordinate, la latitudine la longitudine, l quota, le deviazioni standard. Si ottiene
in modo agevole andando a ciccare col tasto destro del mouse sul punto che ci interessa
ricevere informazioni.


La medesima cosa la possiamo ottenere per l’ultimo punto rilevato, ovvero il punto numero 604, il che significa che da quando siamo partiti i punti rilevati sono stati 604.
Un pratico esempio delle informazioni che il sistema può dare a chiunque utilizzi questo sistema di rilevamento è dedurre che chi ha percorso il sentiero è salito di quota, infatti andando a visualizzare la schermata che contiene tutte le informazioni sull’ultimo punto, si legge che la quota è aumentata, ora ci troviamo a 1614.2935,contro i 1502.6299 del punto iniziale.



Fig. 13.7 L’immagine mostra la schermata dell’ultimo punto rilevato, il 604. Il GPS
era stato configurato per acquisire punti in modalità di navigazione, parlare di punto
numero 604 significa che dall’inizio del rilievo i punti acquisiti sono stati 604.


Scorrendo i dati ottenuti, importante è sottolineare che i punti rilevati in presenza di copertura arborea siano stati si acquisiti, ma con una precisione inferiore rispetto a quelli rilevati in assenza di bosco, da qui deduciamo che la presenza di alberi crei imprecisione sul rilievo.
Inoltre, man mano che ci inoltravamo nel bosco, ci si avvicinava alle pareti delle montagne circostanti, aspetto che ha sicuramente influito negativamente sulla precisione dei dati.
Il problema sopra citato è visibile osservando la poligonale, questa infatti in alcuni tratti, non presenta i punti tutti alla medesima distanza, ma a distanze che variano, questo significa che in quei tratti non vi era segnale e quindi il GPS non poteva acquisire dati.
Ogni qualvolta si presenta la mancanza di segnale il programma collega,tramite una retta, l’ultimo punto acquisito ed primo che si ha, una volta che è ricomparso il segnale.
Una volta giunti a fine sentiero, siamo discesi, questa volta per la strada, continuando a rilevare il percorso, sempre in modalità cinematica, non abbiamo incontrato grosse difficoltà tutto si è svolto senza problemi di rilievo.
Riportando i tracciati del sentiero, all’interno della Cartografia Tecnica Regionale, i due percorsi ottenuti sono stati identificati con i colori rosa, per il tratto in salita e giallo per il tratto in discesa, ottenendo:

 


Fig. 14.7 L’immagine mostra chiaramente il tracciamento dei due percorsi che si snodano, sia lungo un tratto privo di vegetazione, o comunque privo di impedimenti nella ricezione del segnale, sia in un tratto di bosco, dove il ricevitore ha avuto qualche difficoltà nel “comunicare” con i satelliti.


7-6.2 Rilievo dei Serrai di Sottoguda
Il pomeriggio di lunedì 7, lo abbiamo in parte dedicato al rilievo delle gola dei Serrai di Sottoguda.
Già prima di iniziare il rilievo ben sapevamo che il GPS non sarebbe riuscito a rilevare la stretta strada, in passato unica via di comunicazione tra l’abitato di Sottoguda e Malga Ciapèla, in quanto la strada ha una larghezza di circa una ventina di metri, ed è incassata tra due pareti di roccia molto alte.
Il nostro, è stato solamente, un voler toccare con mano, quanto la teoria già ci aveva insegnato, ovvero che in queste condizioni, il GPS non è in grado di operare, e che poter rilevare questo tratto di strada, sede di memorabili sfide ciclistiche tra Bartali e Coppi, durante le tappe Dolomitici, dobbiamo ripiegare, sul classico teodolite.
Il GPS è stato impostato per rilevare i punti in modalità cinematica, quindi, posizionato lo strumento sullo zaino, ci siamo incamminati alla volta della gola, il GPS è riuscito a rilevare fin circa un centinaio di metri dopo l’hotel “Malga Ciapèla”, quindi entrati nell’orrido, il ricevitore chiaramente non è più riuscito a captare nessun tipo di segnale, per poi ricominciare ad acquisire dati, una volta giunti alla fine dei Serrai e continuare a tracciare il percorso fatto dalla strada, che si snocciola lungo l’omonimo paese, fin alla macchina parcheggiata in statale.



Fig.15.7 Le immagini mostrano chiaramente, le alte pareti di roccia che impediscono al
ricevitore di captare il segnale, questo tipo di ambiente presenta tutte le peggiori caratteristiche
per un GPS, infatti una gola così stretta e così incassata all’interno della montagna non forniscono
allo strumento una porzione di cielo abbastanza amplia per vedere i satelliti in orbita.


L’ultimo punto captato dallo strumento è il numero 1317, e presenta una quota di 1443 metri, dopo di che, il ricevitore non è più riuscito a ricevere nessun segnale, fino al punto successivo, il 1318, che si trova ad una quota notevolmente più bassa 1308 metri, siamo quindi scesi più di 100 metri.
Come per il rilievo nel bosco, trovandoci in un ambiente non aperto ma molto affossato, gli elementi naturali che ci circondano hanno impedito al ricevitore di captare il segnale, ed, inoltre, l’ultimo punto rilevato, presenta un’ellisse d’errore molta elevata, in particolare:
deviazione standard del punto “Auto 1318” : 15.3629 metri
deviazione standard del punto “Auto 1318” : 4.6221 metri
deviazione standard del punto “Auto 1318” : 13.135 metri

 


fig. 16.7 L’immagine mostra graficamente l’ellisse d’errore del punto 1317, si vede
chiaramente come questa si molto elevata, la causa è imputabile all’ambiente circostante,
non favorevole all’uso del GPS, per via delle pareti molto alte che impediscono al ricevitore
di captare in modo agevole il segnale.


Una volta che il segnale è stato ripreso, il tracciamento della strada è proseguito senza problemi, e andando ad analizzare i dati ottenuti, si vede chiaramente, come le deviazioni standard, man mano che uscivamo dalla gola e ci immettevamo prima nel paese, e poi in un ambiente sempre più aperto come la statale, siano diminuite sempre di più.
Il risultato finale è una poligonale, che nella parte iniziale e finale, è ricca di punti rilevati, mentre, il corpo centrale, presenta una lunga linea retta, che collega l’ultimo (il 1317) ed il primo punto acquisito (il 1318), rappresentante la zona priva di segnale.
La restituzione in tre dimensioni, caratterizzata dal fatto che il sentiero è stato colorato in verde, ha portato al risultato di seguito riportato:


Fig. 17.7 Le due immagini, mostrano lo sviluppo dei Serrai di Sottoguda, che,
come detto, si snodano, lungo un stretta gola, la quale, per un cospicuo periodo,
ha impedito la ricezione del segnale, questo a provocato l’interruzione grafica
del percorso (colore verde) nella Cartografia Tecnica Regionale.


7-6.3 Rilievo della strada
L’ultimo lavoro eseguito nella giornata di lunedì è stato quello di rilevare i circa 18Km di strada ambiti da ogni amante delle due ruote, che separano la località di Pian con Villetta Maria, passando per Malga Ciapèla, Passo Fedaia, quel tratto di statale con pendenze fino al 15% dove ogni anno durante la tappa del Giro d’Italia si sfidano i più grandi, mentre per il restante periodo dell’anno è meta ambita degli “umani del ciclismo”, (io per prima!) che faticosamente arrancano per quei infiniti tornanti per sentirsi un po’ Pantani.
Per questo rilievo, l’abbiamo posto l’antenna, come sempre montata su di una palina, fuori dal finestrino e, abbiamo cominciato a salire.
Il rilievo ottenuto presenta inizialmente dei tratti con una ricezione non perfetta, imputabile al fatto che la strada corra all’interno di un bosco, successivamente il segnale è stato perso perché siamo entrati all’interno della galleria che passa sotto la montagna “Corno Nero”, quindi arrivati a Malga Ciapèla, si è cominciato a captare il segnale con più regolarità, infatti i punti dal 1600 circa, si sono notevolmente infittiti più la strada saliva e più la ricezione migliorava, in quanto ci alzavamo di quota (dai 1450di Malga Ciapèla ai 2080 di Passo Fedaia) limitando gli elementi di disturbo.
Arrivati al Paso Fedaia, la strada comincia a correre lungo il lago, passando sotto a tre gallerie il segnale non è stato captato, quindi, si comincia a perdere quota, inizia infatti la discende verso Canazei, la strada si immette nel bosco e man mano che i chilometri aumentano, ci troviamo sempre più incassati tra le montagne del Trentino.
Giunti a Villetta Maria ci siamo girati e abbiamo rifatto il medesimo percorso.
Curioso è osservare come per la quartultima curva prima del Passo Fedaia, (siamo all’incirca attorno al 1784 punto rilevato in salita ed il 2460 punto acquisito in discesa) ci sia una differenza nella poligonale.
Durante il monitoraggio in salita lo strumento è riuscito a captare tutti i punti, (ogni 2 metri) tracciando la curva in modo chiaro e preciso, mentre durante la discesa non è riuscito ad acquisire i punti ed ha tagliato in modo netto il tornante.
Durante la discesa, dal punto 2463, a quota 1935.339 metri, si passa al punto 2464 a quota 1923.3178 metri, il collegamento è attuato con una linea retta e salta all’incirca 12 punti, invece rilevati, durante il tratto di salita, si consideri ad esempio il punto 1775 a quota 1925.3554 metri ed il suo successivo il punto 1775 a quota 1926.4528 metri.


Fig. 18.7 L’immagine riporta il quartultimo tornante della strada statale per Passo Fedaia, si può vedere
chiaramente come durante il rilievo in salita siano stati acquisiti tutti i punti e quindi disegnata la curva
in maniera perfetta, mentre durante il tragitto di ritorno, qualcosa deve aver disturbato il ricevitore che non
è stato in grado di captare se per un breve lasso di tempo il segnale, con risultato finale quello di aver tagliato
il tornante.


Importante è sottolineare come per tutti i lavori fatti sia stato impossibile controllare i dati, e quindi migliorarli, riducendone l’errore, in quanto non avevamo punti materializzati a terra a cui poggiarci per attuare il rilievo.
Una volta acquisiti i dati ho potuto tracciare nella Cartografia Tecnica Regionale lo sviluppo di questa, ottenendo due differenti percorsi, uno di colore arancione, per il tratto in salita (dalla località Pian a Villetta Maria) ed uno di colore viola per il tratto in discesa (da Villetta Maria a Malga Ciapèla), ottenendo:



Fig. 19.7 Le tre immagini mostrano, in angolazioni diverse, lo sviluppo della strada,
l’aspetto che più colpisce e lo scostamento del tracciato del tratto in salita,
di colore arancione, e del tratto in discesa, di colore viola, la causa è da imputare alla
visibilità dei satelliti, le differenza più marcata la si può osservare con il percorso verde
acqua, fatto il giorno seguente in cui avevamo una scarsa visione dei satelliti


7-6.4 Rilievo di tralicci dell’ENEL
Il primo rilievo attuato la mattina del giorno 8 è stato quello di tracciare un tratto del percorso dei cavi dell’ENEL, il lavoro è stato svolto con una modalità differente rispetto il giorno precedente, in cui si è rilevato in modalità cinematica, ora, infatti, abbiamo deciso di operare con la tecnica differenziale.
Prima di tutto abbiamo deciso il punto dove posizionare il GPS che funge da stazione master, la scelta è inevitabilmente caduta al centro del piazzale della funivia, in quanto l’unico posto più o meno al centro della vallata con pochi elementi di disturbo.
Quindi montato il GPS master e posta l’antenna sul tettuccio della macchina, con il secondo strumento posto nello zaino, che fungeva da stazione rover, ci siamo portati sotto il primo traliccio e, abbiamo rilevato il primo punto stando fermi sul posto per circa 4 minuti, quindi, abbiamo “sbloccato” lo strumento, camminato fino al secondo traliccio rilevando in modalità cinematica i puniche separano le due strutture.


Fig. 20.7 La fotografia mi ritrae sotto il primo traliccio dell’alta tensione, durante
l’acquisizione statica del punto, sono stata ferma per circa 4minuti, sotto ogni traliccio,
mentre lo spazio tra un e l’altro, è stato rilevato in modalità cinematica


Giunti sotto il secondo traliccio, ci siamo fermati per 4 minuti, ed abbiamo acquisito il secondo punto in maniera statica.
Le medesime operazioni sono state attuate per i restanti due tralicci dell’alta tensione, i quali non hanno assolutamente influito sulla ricezione del segnale.
I punti acquisiti in maniera statica, vengono definiti con “sg 0000”, mentre quelli ottenuti in modalità cinematica come “auto0000”.
Per i punti rilevati in maniera statica, importante è sottolinearne un aspetto fondamentale, infatti, andando ad aprire la finestra che ne fornisce le proprietà (si clicca sopra il punto desiderato nella poligonale) se si impone per il “point class” l’opzione “navigated” si ottiene una deviazione standard notevole, mentre imponendo “ measured” si ricalcala le coordinate, con la metodologia spiegata nelle pagine precedenti, migliorandone l’errore.
Riportiamo di seguito l’esempio per il primo punto acquisito:


Fig. 21.7 L’immagine ripropone la schermata fornita dal computer, contenente le
caratteristiche principali del punto, andando a leggere le deviazione standard si nota
come queste siano estremamente più basse di quelle che si ottengono andando a
cambiare l’opzione “point class” in navigated.


Fig. 22.7 L’immagine ripropone la schermata fornita dal computer, contenente
le caratteristiche principali del punto, andando a leggere le deviazione standard
si nota come queste siano estremamente più alte di quelle che si ottengono andando
a cambiare l’opzione “point class” in measured.


La poligonale fornita dal programma collega la stazione master con i punti acquisiti in modalità statica, con delle frecce di color rosso, in più, questi, hanno visualizzata in color blu l’elesse d’errore.
Importante è sottolineare come il lavoro sia sempre stato svolto con un numero di satelliti notevolmente inferiori rispetto le potenzialità del GPS, il lavoro attuato infatti, è stato svolto con 4-5 satelliti, un numero decisamente inferiore rispetto alla potenzialità del GPS, che arriva a 12.
Questa informazione ci viene fornita sia durante le fasi di acquisizione dei dati, in quanto il numero dei satelliti disponibili viene visualizzato nella schermata di “dialogo” con lo strumento, sia una volta giunti in sede.
Il programma ci fornisce una schermata in cui è indicato il numero identificativo dei satelliti captati, l’ora iniziale e finale di acquisizione dei dati, ed una specie di grafico dove viene illustrato in maniera visiva i tratti dove vi era segnale, e quelli dove invece il ricevitore non era in grado di captare nulla.

7-6.5 Rilievo della diga
Come ultima applicazione ci siamo portati in quota, a 2080metri di Passo Fedaia, dove eravamo sicuri che il tracciamento sarebbe avvenuto in tempi notevolmente più rapidi, in quanto l’ambiente è molto più favorevole, essendo ad una quota maggiore e con minor impedimenti naturali.


Fig. 23..7 La bella foto scattata la mattina del rilievo, mostra l’imponente bastionata
in cemento armato della struttura, ho rilevato il percorso della diga senza avere
troppi problemi, in quanto l’ambiente ampio e la quota elevata non ha creato
degli impedimenti nella ricezione del segnale.


Anche per il suddetto rilievo si è scelta la tecnica in modalità differenziale.
La scelta della stazione master è ricaduta nella parte finale della diga, parcheggiata la macchina e posizionata l’antenna sopra il tettuccio della macchina, ed acceso lo strumento, mentre io con il GPS sulle spalle fungevo da stazione rover.
Acquisito il primo punto stando ferma per 5minuti, ho poi cominciato a camminare rilevando in modalità cinematica il percorso della diga, fino al secondo punto (scelto in modo casuale) dove mi sono fermata sempre per 5minuti, ed ho acquisito in maniera statica il secondo punto.
Il “gioco” è proseguito nella medesima maniera fino la fine della diga, a questo punto ho ripercorso a ritroso, sul fianco opposto, la diga rilevando i punti in modalità cinematica.
Come precedentemente detto il rilievo è stato caratterizzato da una buona ricezione del segnale, proprio per l’ambiente favorevole su cui mi trovavo, ed il risultato finale è una poligonale molto precisa che ben caratterizza la costruzione.


Fig. 24.7 L’immagine mostra come si presenta la schermata del computer contenete il
tracciato della diga, si vede il punto di stazione master, ed i punti fissi, a lui collegati
tramite frecce di colore rosso, la metodologia differenziale è stata attuata solamente
all’andata, per cui i punti fissi sono presenti solamente nel il lato destro della diga,
mentre quello sinistro è stato tracciato mediante tecnica cinematica.


Per il rilievo in modalità differenziale, il GPS come detto è in grado di visualizzare per i punti acquisiti in modo statico il numero identificativo dei satelliti che erano vivibili, l’ora d’inizio rilievo, l’ora di fine rilievo ed una specie di grafico che da visibilmente la percezione dei momenti in cui si ha avuto segnale e quelli in cui non lo strumento non era in grado di captare nulla.
Si riporta di seguito la schermata del primo punto acquisito in modalità statica sulla diga:


Fig. 25.7 l’immagine ripropone i tempi di acquisizione dei dati, i satelliti di cui si è
ricevuto segnale, ed altre utili informazioni, questi sono tutti dati che una volta
giunti in sede possono essere comodamente visionati senza aver bisogno durante le fasi
di lavoro di annotare nulla.


Come per i punti “statici”, anche per la stazione master possiamo ricavare le medesime informazioni, leggendo la schermata del computer, questo ci dice che lo strumento ha lavorato per 50 minuti e 20 secondi, iniziando ad acquisire dati alle 11:42 e terminando alle 12:33, i satelliti visibili sono stati 6, più precisamente il 2,4,5,7,30 più precisamente il GPS ha avuto dei piccoli problemi iniziali di ricezione del satellite 2, infatti esso è stato captato per un tempo inferiore rispetto al satellite 4 (49 minuti, contro i 50 dl satellite4).

Più precisamente:


Fig. 26.7 L’immagine riporta la schermata del computer dove sono riportati tutti i dati
riguardanti i satelliti visibili ed i tempi per cui sono stati disponibili. Questo tipo di informazioni
può essere utilizzato per avere una maggior chiarezza su rilievo fatto ed
ottenibili una volta giunti in ufficio.


7-7 Considerazioni
I lavori attuati in Marmolada, mi sono stati di grande aiuto, per capire meglio come lavora un GPS, infatti la sola teoria letta dai libri o spiegata a lezione non riesce a dare la giusta idea della bontà di questo innovativo strumento di misura.
L’abisso che nasce dal confronto del GPS con il classico teodolite è notevole, la precisione dei dati che si ottengono, la velocità con cui si opera, la comodità che il nuovo strumento presenta, la facilità d’utilizzo.
Il GPS posto nello zaino non è assolutamente pesante da trasportare e nemmeno molto ingombrante, permette di camminare anche lungo strade non agevoli non sbilancia l’operatore ne le impedisce i movimenti.
Sono rimasta sbalordita dalla velocità con cui i dati vengono acquisiti, non è più come il teodolite che leggeva gli angoli e le distanze in automatico (gli ultimi modelli in quanto in precedenza era l’operatore che andava a leggere l’angolo sul cerchio), inoltre fornisce immediatamente la poligonale eliminando tutta quella marea di calcoli che il topografo in precedenza era costretto a svolgere per sviluppare una poligonale.
Per iniziare le operazioni di rilievo, l’operatore doveva in precedenza posizionare il cavalletto “in bolla” come era uso dire, ovvero creare un piano orizzontale dove andare ad agganciare lo strumento, che, se di “ultima” generazione, andava posto in bolla semplicemente utilizzando dei tasti sulla tastiera, altrimenti, con delle viti micrometriche si agiva sull’alidada per posizionare lo strumento sul piano orizzontale, e queste erano solamente le operazioni che preparavano il rilievo, da attuare ogni volta che si andava a spostarsi lungo la poligonale.
Oggi invece in 10 minuti si impostano le operazioni da fare durante la giornata, creando le varie “cartelle”, una per ogni rilievo, di modo da avere tutto già pronto nel momento in cui si inizia ad operare; lo strumento fa praticamente tutto, senza richiedere nulla all’operatore.
Importante comunque è sottolineare che si tratta di una macchina che non ragiona, chi utilizza lo strumento deve quindi sapere bene quello che sta facendo, per meglio sfruttarne tutte le qualità.



Fig. 27.7 Le tre immagini riportano i percorsi rilevati
durante la campagna di misura in Marmolada,

 


 


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