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  LA SICUREZZA
COSA PORTARE CON SE
PRONTO SOCCORSO
COSA FARE IN CASO DI

LA SICUREZZA
 

Se non siete professionisti della montagna sforzatevi di leggere queste note: alcune sembreranno ovvie ad alcuni e meno ad altri. Per qualcuno saranno totalmente nuove.

Siamo volutamente sintetici: chi di voi vorrà ampliare le informazioni relative a singoli temi potrà informarsi ulteriormente leggendo i manuali indicati e collegandosi con appositi link.

La montagna non è di per se pericolosa. Ma lo può diventare se non si ha l’attrezzatura adatta, se non si tiene conto delle proprie capacità e della propria efficienza fisica, se non ci si ricorda che il tempo può variare, in modo repentino.
E perché, comunque sia, difficilmente si è in prossimità di un centro di assistenza medica

COSA PORTARE CON SE

PASSEGGIATA 2-6 ORE

Zainetto leggero

Kit di pronto soccorso:
Disinfettante, Cerotto largo, Benda 5/10 cm, Garze medicate, Stecche per fratture, Antidolorifico, Antiacido, Antispastico, Cardiotonico, Crema antistaminica per punture di insetti, Un bisturi, Laccio emostatico. Coltello multiuso.

Equipaggiamento
Non fidatevi mai del tempo, quando preparate l’attrezzatura: siate organizzati, in funzione delle stagioni per non soffrire il freddo e non inzupparvi.
Intimo leggero, camicia o maglietta in cotone, maglioncino in pile, pantaloni combinabili,
giacca a vento/mantella o ombrello. Calze/calzettoni alti, sandali, scarponcini o scarponi. Bandana, cappellino. Bastoncini retrattili, borraccia, integratori, Occhiali da sole, Orologio multifunzioni, Bussola, Ricetrasmittente, Macchina foto. Cartina della zona, telefoni soccorso della zona

TREKKING PER PIU’ GIORNI

Zaino 35/50 litri

Kit di pronto soccorso:
Disinfettante, Betadine, Cotone Idrofilo, Cotone emostatico, Cerotti e Cerotto largo, Benda 5/10 cm, Garze medicate, Stecche per fratture, Antidolorifico, Antiacido, Antispastico, Cardiotonico, Crema antistaminica, Ammoniaca, Fiala coagulante, Cortisone fiale, Un paio di fiale, Antibiotico, Forbici, Spille di sicurezza, Un bisturi, Laccio emostatico, Coltello multiuso, Purificatore d’acqua, Miox MSR.

Equipaggiamento: In funzione della stagione e della durata dell’escursione.
Intimo leggero o in microfibra, camicia e magliette in cotone, maglione e gilet in pile, Pantaloni da trekking, Tuta in pile, Pantaloni antivento, Pantaloncini, Giacca antivento/mantella o ombrello. Calze/calzettoni alti, Sandali, Scarponcini o scarponi da trekking, Ghette Bandana, fascia, cappellino, Cuffia, guanti. Bastoncini retrattili, Piccozza, Moschettoni, Cordino, Borraccia, Thermos, Integratori, Occhiali da sole. Saccoletto, Tenda per due, Tuta per dormire, Necessaire igienico, Torcia elettrica, pile ricambio, Fornello ad alcol, Pentolino, Posate, Alcol, Fiammiferi, Posate, Bicchiere, Canovaccio, Bussola, Orologio multifunzioni (oppure, altimetro/barometro), Ricetrasmittente, ARVA, in area a rischio valanghe, Macchina foto, con pile ricambio. Cartina della zona, telefoni soccorso della zona.

PRONTO SOCCORSO

Numeri utili 118

Con questo numero venite collegati al CNSAS Centro Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Vi sono inoltre numeri CNSAS locali: www.cnsas.it

In caso di chiamata è necessario:

- Fornire il proprio nome
- Indicare da dove e da quale numero si telefona
- Indicare la propria posizione il numero e la condizione dei feriti
- Rimanere vicino al telefono
- Fornire ogni indicazione utile
- Rispondere con calma alle domande poste

Ricordate: meglio un falso allarme che un ritardato soccorso
Ricordate: segnatevi, prima di partire, i numeri locali di pronto intervento (Finanza, etc)

Per una maggior documentazione:

Manuale di sopravvivenza , U.S. Forces, John Boswell e Gorge Geiger, Sugar Co Edizioni;

Primo Soccorso per le famiglie, Edizioni Piemme.

Nota Bene: Queste informazioni hanno carattere divulgativo per chi - utilizzatore non professionale- si dovesse trovare in difficoltà. Non intendono sostituire il medico e non possono essere utilizzate come strumento diagnostico o terapeutico indiscutibile. Eventuali omissioni o errori non possono essere attribuiti all’autore.

COSA FARE IN CASO DI

Caduta:
Pulire con acqua le abrasioni. Possibilmente disinfettare con acqua ossigenata/ Betadine In caso di distorsione o lussazione di un arto, immobilizzare con un normale bendaggio; in caso di frattura: evitate qualsiasi spostamento nell’area; immobilizzate l’arto con stecche per fratture e bende, o mezzi di fortuna come rami, cartone, strisce di vestiti.
Organizzare un veloce trasferimento presso strutture mediche (118)


Nebbia:
Rientrare dalla via già percorsa

Temporale:
Il temporale è annunciato dai tuoni, conviene quindi cercare per tempo un riparo. Non stare in cresta e rientrare dalle valli laterali. Laddove possibile ripararsi in un rifugio, in auto, in una grotta o in un anfratto. Non mettersi sotto alberi isolati, ma starne almeno a 300 metri. Stare lontani anche da conduttori metallici, tralicci, bandiere, antenne e non tenere con se soprattutto all’esterno dello zaino, piccozze e alpenstock. Meglio separati e sotto l’acqua che ammassati in gruppo. Non sdraiarsi per terra ma rannicchiarsi su un oggetto isolante. Gli effetti si una persona colpita sono generalmente letali. Il solo intervento possibile è la rianimazione artificiale con respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco esterno. E’ indispensabile però conoscere e essere in grado di applicare questa pratica.

Morso di vipera: Tenete presenti alcuni dati: difficilmente il morso di vipera provoca morte o grave sindrome clinica ( vengono stimate circa 50 morti/anno in tutta Europa - Russia e paesi dell’est esclusi); di norma la quantità di veleno iniettabile è metà di quella necessaria per essere pericolosa per un adulto; le vipere in Italia sono presenti solo in brevi periodi e generalmente al di sotto dei 1600 metri. Gli effetti dell’avvelenamento si notano dopo circa mezz’ora e diventano gravi intorno alle due ore.

1) Tranquillizzare il paziente
2) Far sdraiare il paziente ed evitargli movimenti
3) Immobilizzare l’arto con stecca o altri mezzi di fortuna, per impedirgli movimenti
4) Chiamare il 118 ( o trasportate il paziente al più vicino ospedale)
5) Non somministrare alcolici
6) Evitare laccio emostatico, taglio e suzione: non sono efficaci e possono causare danni alla parte interessata e aumentare la diffusione del veleno.
7) Evitare di somministrare alcun siero, per rischio di shock anafilattico.

Mal di montagna:

Già a quota 2000 metri la disponibilità di ossigeno diminuisce, e più si sale in quota e maggiormente l’aria rarefatta riduce la disponibilità di ossigeno necessaria al cervello. Chi non è abituato, già sui 2800/3000 metri può avvertire qualche fastidio come nausea, inappetenza ed emicrania. Oltre i 3000 metri si possono avere difficoltà nella respirazione, tosse, espulsione di muco, vomito e conseguente perdita di equilibrio. In questo caso è necessario scendere subito verso valle. In casi estremi chiamare il soccorso per intervento con camere iperbariche portatili. Sopra i 3000 metri è ben salire lentamente con non oltre 300 metri di dislivello al giorno. Per chi si prepara a un trekking molto impegnativo o una spedizione ad alta quota si consiglia di dormire una decina di notti sopra i 3000 metri un mese prima della partenza

Colpo di sole:
Può accadere anche in giornate estive nuvolose. Il soggetto è debole, irritabile, stordito e nauseato. La pelle diventa calda e secca. La temperatura del corpo sale rapidamente e può arrivare a 40° ed anche più. Mal di testa, spossatezza., vertigini, pelle fredda e sudata, a volte svenimento, sono indici di colpi di sole leggero. In entrambi i casi mettere il paziente in luogo fresco ; sdraiatelo all’ombra con testa e spalle leggermente sollevate. A seconda della gravità avvolgete la testa e il corpo con asciugamani bagnati, massaggiate le gambe, dai piedi verso il cuore o addirittura versategli addosso secchi di acqua fresca. Somministrare bevande fresche e fredde, ma non stimolanti. Se possibile far bere tre o quattro bicchieri d’acqua fredda contenenti ciascuno mezzo cucchiaio di sale, uno ogni quarto d’ora.

Assideramento:
E’ causato da una prolungata esposizione al freddo che provoca un restringimento dei vasi sanguigni riducendo l’afflusso del sangue ai vari organi e ai tessuti. Contribuiscono a questo stato, vento, bassa temperatura e umidità, ma anche stanchezza, alimentazione inadeguata, abuso di alcolici. Sintomi: intorpidimento, sonnolenza, diminuzione della vista, barcollamento, perdita di coscienza.
Cercare di riscaldare il corpo, con impacchi caldi, avvolgendolo in coperte. Somministrare bevande calde, ma non alcolici. Cercare di portare l’infortunato in ambiente caldo. Se il paziente non respira procedere alla respirazione Bocca a bocca.

Congelamento:
Appare inizialmente con pelle arrossata che diviene bianca e quindi grigio giallastra. Riguarda aree circoscritte del corpo, come mani, piedi, naso, orecchie ed è causato dalla bassa temperatura che genera il restringimento dei vasi sanguigni. Alle cause presenti in caso di assideramento si aggiunge un non perfetta difesa data da indumenti e scarpe troppo strette.
Se possibile portare rapidamente in luogo chiuso; immergere la parte congelata in acqua piacevolmente calda ( provarla col gomito: non usare acqua bollente o termofori, né tenere il paziente vicino a una stufa); non strofinare i punti gelati e non applicare neve; far assumere bevande calde; non applicare polveri o pomate. Se necessario medicate con garze sterili. Quando il paziente è riscaldato invitatelo a muovere le parti colpite.

Problemi di salute:
Se avete problemi cardiorespiratori, biomeccanici od altre patologie si consiglia una visita medica che stabilisca i limiti di “lavoro” che siete in grado di affrontare. Di norma l’attività fisica non è mai controindicata, anzi!, ma va pianificata e graduata. Per chi ha problemi di instabilità alle articolazioni della caviglia è consigliabile una fasciatura contenitiva per evitare distorsioni. Se siete in sovrappeso attenzione alla discesa: abituatevi ad utilizzare bastoncini da sci o bastoncini retrattili.


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